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Psico Ricerca

Avete mai sentito parlare della “doula”?

 

Dott.ssa Silvia Ferretti

 

 

Io sinceramente no! Non avevo mai sentito niente del genere, e la prima volta che ho trovato in un libro questo termine, in realtà ho avuto anche dei dubbi su come pronunciarlo! Così, spinta dalla curiosità, ho cercato qualche notizia.

Il termine “doula” deriva dal greco e letteralmente significa “colei che si occupa della donna”, anche se la lingua greca moderna ne conferisce una sfumatura negativa traducendo il termine con “schiavo”. Il termine è stato utilizzato per la prima volta da un’antropologa, Dana Raphael, nel 1973, che si riferiva alle madri con figli che, nelle Filippine, prestavano aiuto alle neo mamme nella cura e nella gestione del neonato.

La doula non è una figura medica né sanitaria, ma semplicemente una donna, una mamma che, sulla base della propria esperienza e con l’ausilio di corsi di formazione (sempre non sanitari), è di supporto alle future mamme durante la fase della gravidanza, del parto e del post-partum.

Detto così la doula appare una figura un po’ “ibrida”, la brutta copia di un’ostetrica o comunque una persona che si improvvisa tale. In realtà non è così.

L’ostetrica (o ostetrico), infatti, è una figura professionale sanitaria che assiste le gravidanze e si occupa di portare a termine i parti eutocici.

La doula non si occupa del parto, tutt’al più può fornire consigli sulla posizione da adottare dalla donna nelle fasi di travaglio ed espulsiva, ed alleviare i dolori con metodologie naturali quali massaggi e aromaterapia. La doula fornisce un sostegno emotivo alla futura mamma e anche al futuro papà, promuove e sostiene il contatto madre-bambino ed è d’aiuto durante l’allattamento. Trovo che sia di estrema utilità, soprattutto perché non sempre le donne vengono seguite dopo il parto e durante l’allattamento, ma spesso vengono lasciate sole e con poche informazioni di fronte ad una realtà totalmente nuova. Può aiutare la mamma durante le poppate, verificare che il piccolo sia ben posizionato, fornire alcuni preziosi consigli e qualche rimedio di fronte a disturbi ed inconvenienti. Può essere molto utile nella cura del neonato durante i primi giorni, ad esempio col bagnetto, le medicazioni ecc… coinvolgendo anche il papà in alcune pratiche quotidiane. La doula, inoltre, può alleviare la fatica della neomamma concedendole degli spazi per sé, badando al piccolo (e agli altri figli qualora ci fossero), ad esempio preparando il pranzo, o occupandosi della casa.  

 

 

Il post-partum è un periodo così delicato che sconvolge radicalmente la vita dei neogenitori, quindi trovo che avere accanto una figura di questo tipo potrebbe essere utile soprattutto nelle famiglie in cui non è possibile usufruire e godere dell’aiuto e dell’affetto dei propri cari o di amici. In questi casi, avere una doula che “abbraccia” l’intera famiglia non sarebbe male…

La cosa importante, a mio avviso, è tenere ben separati tutti i ruoli e le figure che ruotano attorno ai neogenitori (compresi loro stessi) senza sconfinare nei ruoli altrui: la doula non è un medico, né un’ostetrica, né una psicologa, non è una baby-sitter né, tantomeno, una nonna! Credo, però, che, se tutte queste figure potessero collaborare, comunicare e soprattutto rispettare i reciproci ruoli, periodi così difficili come gravidanza e post-partum acquisterebbero quel sapore dolce e genuino che dovrebbero avere.

 

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