Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca su "Più informazioni"

Benvenuto su nonsolopsicologia.it

Psico Ricerca

Buone prassi per l’intervento psicologico in diabetologia

 

Dott.ssa Alessandra Paladino | Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

Il 16 marzo abbiamo partecipato ad un convegno tenutosi presso il Ministero della Salute e organizzato dall’Ordine Psicologi del Lazio, durante il quale sono state presentate le “Buone prassi per l’intervento psicologico in diabetologia”. Molti si potranno domandare come possa essere connesso questo tipo di patologia con la sfera psicologica; vogliamo innanzitutto ricordare che corpo e psiche sono due facce della stessa medaglia e non possiamo occuparci dell’essere umano esclusivamente considerandolo da una sola prospettiva. Quando il corpo si ammala, anche la mente viene ad esserne coinvolta: sono molti i cambiamenti che soma e psiche devono affrontare di fronte ad una diagnosi di un disturbo di questo genere.

 


Il diabete, infatti, è una patologia cronica molto complessa, al momento attuale in diffusione esponenziale, che richiede un intervento multidisciplinare a livello preventivo, di diagnosi e cura. La figura dello psicologo fa parte del team polispecialistico che prende in carico il paziente diabetico poiché l’intervento psicologico, anche in questo ambito, può essere molto utile a più livelli.
L’intervento psicologico nel processo di cura consente di intervenire sull’accettazione della diagnosi e della nuova condizione di vita che vede il paziente passare da uno stato di salute ad una condizione di malattia cronica, condizione che implica inevitabilmente un diverso stile di vita (una dieta personalizzata, rinunce alimentari, controlli periodici, terapie mediche più o meno invasive).

 

 

Lo psicologo che collabora con un team dedicato alla patologia diabetica lavora, ad esempio, sulla decodifica delle emozioni che accompagnano la diagnosi, in particolare della rabbia in tutte le sue espressioni; gli ambiti dei quali si occupa lo specialista della salute mentale, naturalmente, non si esauriscono qui. Il supporto psicologico, infatti, può intervenire sullo stato d’ansia e sulla condizione depressiva, condizioni legate spesso alla diagnosi di questo tipo di malattia, sostenendo e migliorando la sfera psichica del paziente, favorendo una presa in carico di tutte le responsabilità connesse all’essere affetti da diabete (il cosiddetto locus of control interno) e trasformando il paziente in soggetto attivo, attore principale del proprio processo di cura.

 


L’intervento psicologico, favorendo la cura di sé, migliora lo stile di vita del paziente sia in termini di mantenimento che di prevenzione: alcuni esperimenti hanno infatti confermato che i pazienti con diagnosi diabetica sottoposti a colloqui psicologici riuscivano a far diminuire i livelli di glucosio nel sangue rispetto al gruppo di controllo.

 

 

LINK CONSIGLIATI (clicca per aprire)

- www.ordinepsicologilazio.it/eventi/le-buone-prassi-diabetologia/
- http://nicolapiccinini.it/diabete-psicologia-ricerca/2015/02/

- PIANO PER LA MALATTIA DIABETICA NELLA REGIONE LAZIO 

 

FaceBook  Twitter  

Archivio

Powered by mod LCA

Cerca nel sito