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State zitti!

Silvia Ferretti

Dott.ssa Silvia Ferretti

 

Il silenzio è la gentilezza dell’universo
(Abdelmajid Benjelloun)

 

Il silenzio nei bambini a volte si trasforma in un silenzio assordante

 

Il silenzio è il grande assente della società odierna. La comunicazione verbale ha sovrastato ogni altra forma di linguaggio di cui l’essere umano è dotato, mettendo da parte la dimensione del silenzio e dell’ascolto di noi stessi.
L’essere umano si realizza attraverso la relazione con l’altro, dove ‘l’altro’ non è solo un altro essere umano, ma anche l’ambiente che lo circonda. Appare chiaro, dunque, che tale relazione non può essere unicamente costituita dalle parole, ma anche da esperienze di tipo sensoriale, pensiamo al linguaggio del tatto, dell’olfatto, dello sguardo... L’essere umano, dai suoi primissimi anni di vita, si costituisce attraverso le dimensioni motoria e sensoriale.

 

viviamo in una società in cui il rumore sembra essere costante protagonista delle nostre giornate al punto che quasi non ci facciamo più caso

 

Il rumore è un problema ambientale per la salute

Come è stato già esposto in un precedente articolo di questo blog (che potete leggere cliccando qui), viviamo in una società in cui il rumore sembra essere costante protagonista delle nostre giornate al punto che quasi non ci facciamo più caso, sembra che faccia parte di noi, ormai ci siamo abituati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il rumore, misurato in decibel, è uno dei maggiori problemi ambientali per la salute, secondo solo all’inquinamento atmosferico. L’eccessiva rumorosità dell’ambiente in cui viviamo è responsabile infatti di un’alterazione delle condizioni di salute di gran parte della popolazione europea. La cosa più assurda, però, è proprio la passività con cui lo accettiamo, perché la realtà è che nemmeno sappiamo che esiste! Siamo talmente abituati ai forti rumori del traffico, alla musica ad alto volume, ai rumori cittadini che tutti noi alziamo il tono della voce, aumentiamo il volume delle nostre televisioni e delle nostre radio. Insomma, cerchiamo di sovrastare i rumori e sopravvivere oltre ad essi.

La voce del silenzio

Dunque viviamo circondati dal rumore, non ci facciamo molto caso, e quasi non ci infastidisce. Con qualche eccezione però. Pensiamo al vociare dei bambini. Chiunque abbia avuto in qualche modo a che fare con le scuole, conosce molto bene quanto possono essere assordanti le loro vocette stridule, i loro pianti e i loro lamenti, e quanto può essere pesante averci a che fare un’intera giornata. Non nego assolutamente che possa essere fastidioso ed alienante, sono sicura che la maggior parte di noi evita come la peste luoghi affollati da bambini, vagoni della metropolitana con scolaretti a bordo, specie se si sta leggendo un libro, ascoltando della musica o semplicemente si sta pensando agli affari propri! Ovviamente non dobbiamo farcene una colpa! Per fortuna esiste ancora qualcuno in grado di apprezzare la quiete e la voce del silenzio...

 

 

I bambini non ascoltano ...?

Accanto a queste orde barbariche di bambini ci sono quasi sempre adulti isterici che urlano, che essi siano genitori, maestri, parenti o benefattori. Ovviamente non si può generalizzare, come in tutte le cose, ma la maggior parte delle volte è così. Il mio scopo non è quello di farne una questione di rapporto genitori-figli, o maestri-bambini, tantomeno di criticare il ruolo del genitore o di parlare di quanto sia difficile essere genitori o educatori oggi...Ma vorrei riflettere sul perché questi adulti, la maggior parte delle volte, urlano. Urlano perché non riescono a ottenere il silenzio, perché ‘i bambini non li ascoltano’, perché sono esasperati. Insomma, alla fine si crea un perfetto circolo vizioso in cui per eliminare il rumore fastidioso lo si sovrasta con un altro altrettanto fastidioso. E qui ritorniamo al discorso iniziale, secondo cui siamo così abituati a vivere nel caos che noi stessi alla fine lo produciamo. E nel caso dei bambini, mi permetto e mi metto in discussione in prima persona, anche in modo erroneo. I rimproveri e le urla che l’adulto rivolge al bambino sono altrettanto fastidiosi e assolutamente poco funzionali. Come si diceva poco sopra, l’adulto urla perché il bambino non lo ascolta. Ma l’adulto...ascolta il bambino? E se lo ascolta, lo ascolta veramente? Ascolta cosa ha da dire o lo mette a tacere? Accoglie e comprende ciò che dice o interpreta il suo pensiero a proprio piacere? E soprattutto...si domanda per quale motivo il bambino stia urlando? Mi sembra di notare che non si insegna il silenzio al bambino, ma si impone, si esige in modo aggressivo, ad esempio spesso nelle scuole la parola ‘silenzio’ si associa solo ed unicamente alla cessazione del chiasso e del caos che rende le maestre isteriche ed esasperate, anche se per fortuna non è sempre così.

 

I bambini non ascoltano ...?

 

Come insegnare il silenzio ai bambini

Si potrebbe provare a pensare che favorire il silenzio nel bambino non significa imporlo, ma cercare di creare delle condizioni ideali affinché esso si manifesti in modo spontaneo. Ad esempio fornendo un ambiente silenzioso, lasciandolo libero di esprimersi senza interromperlo o zittirlo, o addirittura fornendo delle interpretazioni alle sue parole o terminando i suoi discorsi. Troppo spesso, invece, accade il contrario, si lascia poco spazio all’immaginazione del bambino, non gli si permette di godere e sperimentare l’ambiente circostante, non si dà spazio al suo racconto interiore e personale. Il silenzio è da intendersi anche e soprattutto come un momento di distacco dai rumori della vita di tutti i giorni, comporta senza dubbio uno sforzo e una tensione, ma può avere il potere quasi magico di isolare e mettere al riparo la nostra interiorità dai ‘rumori di sottofondo’. Zittire il bambino, inoltre, rischia di zittire la sua mente e il pensiero, e dunque di inibirli.

Restare in silenzio per ascoltare meglio

Il bambino non è un mostro, non è altro che il futuro adulto che un domani si troverà a non poter godere e apprezzare il valore del silenzio. Perché, come si spiegava in maniera molto chiara nel precedente articolo, il silenzio è un valore che permette di acuire le nostre sensibilità. Restare in silenzio permette di ascoltare meglio le parole delle persone attorno a noi, permette di ‘incontrare’ l’altro, ci mette in relazione con l’ambiente da cui siamo circondati e ci mette in contatto con gli aspetti più profondi di noi stessi. Viene da sè che, se è vero che il silenzio favorisce l’osservazione, la percezione del mondo esterno, l’ascolto dei suoni e di noi stessi, è importante permettere al bambino, fin dai primissimi momenti della sua vita, di sperimentare tale dimensione, preservando sempre una relazione di accoglienza e di supporto. Un bambino che sarà stato ‘educato’ al silenzio sarà un adulto che saprà ascoltarsi e saprà ascoltare gli altri.

 

Restare in silenzio per ascoltare meglio

 

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