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Psico Ricerca

Il pentimento delle mamme: solo un esempio

 

Dott.ssa Silvia Ferretti 

 

 

La sociologa israeliana Orna Donath, ricercatrice della Ben Gurion University ha raccolto nel suo saggio Regretting Motherhood, uscito la scorsa primavera, la voce di 23 donne che hanno ammesso di essersi pentite della loro maternita'. Il 9 marzo di quest’anno sul Venerdi' di Repubblica è uscito un articolo di Roselina Salemi che parla del tema affrontato nel saggio attraverso una interessante intervista all’autrice. 

L’argomento trattato dalla sociologa è assolutamente delicato e direi coraggioso, poiché affronta un tema finora considerato tabù: sì, perché possiamo provare pentimento per svariati motivi: per aver detto o fatto qualcosa che non volevamo, per un cambiamento nel nostro look, per aver accettato o non accettato un lavoro…possiamo pentirci anche di un matrimonio. Ma di aver avuto dei figli, mai. Asserire ciò comporta un giudizio assai severo, da parte della società ma anche e soprattutto di noi stessi. Eppure la Donath ha raccolto le interviste di 23 donne, di età varia e di ogni censo che hanno avuto due o tre figli, ma tutte legate dallo stesso sentimento: se tornassero indietro non metterebbero al mondo dei figli.

 

Orna Donath.


Lo studio della Donath non ha la pretesa di essere una ricerca scientifica ma solo lo scopo di raccontare un disagio di alcune donne che molto coraggiosamente sono riuscite ad esprimere. Forse, ipotizzo, nel saggio dell’autrice c’è molto di autobiografico. Infatti la Donath (39 anni e rigorosamente senza figli), nell’intervista rilasciata per il Venerdì di Repubblica ammette di non aver mai desiderato dei figli, di fronte al sogno della maggior parte delle donne di mettere al mondo dei bambini non ha mai provato disgusto o repulsione, anzi, ha sempre pensato si trattasse di un bellissimo progetto, ma non il suo. Racconta di essersi sempre sentita stigmatizzata in una società dove ‘se non sei madre non sei donna’ , e di essere sempre stata tormentata dalla solita frase ‘un giorno te ne pentirai’. Per questo motivo, racconta l’autrice, ha avuto la curiosità di scrivere sul pentimento di chi, invece, ha avuto figli.

 


Va sottolineato che le 23 donne di Orna Donath non sono donne che non hanno amato i loro figli, anzi! Proprio per questo motivo ammettere di essersi pentite pesa ancora di più.
E’ un tema delicato e non facile da affrontare. E soprattutto non facile da accettare. Con questo non voglio dire assolutamente che tutte coloro che hanno avuto dei figli sono in realtà pentite, sarebbe molto riduttivo e soprattutto ingiusto. Quello che mi preme però sottolineare è che esistono dei sentimenti che fanno parte di noi e che molto spesso sono messi a tacere, nascosti sotto la cenere perché non accettati da noi stessi. Avere a che fare con temi così scottanti non è semplice, ci si può sentire cattivi, colpevoli. Certamente la società odierna non ci facilita il compito, ci impone degli stereotipi e ci perseguita con degli stigmi. Però penso che far finta che dei sentimenti non esistano non porti a niente di buono, nascondere la polvere sotto il tappeto ci rende impeccabili solo apparentemente. Siamo noi stessi anche con sentimenti non solo positivi, siamo noi stessi anche per queste ragioni, e sarebbe auspicabile provare ad accettarci anche con questi lati oscuri, anche se questo può procurarci paura o dolore. Forse l’accettazione è un passo grande che richiede del tempo, pazienza e lavoro…ma forse si può cominciare con l’accogliere tali sentimenti e soprattutto renderli dicibili a noi stessi. Un po’ come credo abbiano fatto le 23 mamme della Donath.

 

 

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