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Psico Attualità

È tempo di …tatuaggi!!!

Dott.ssa Alessandra Paladino

 

Con l’arrivo della bella stagione magliette, gonne e pantaloni si accorciano e gli strati di vestiti si riducono al minimo, tanto da lasciare che sia una moltitudine di tatuaggi a dare colore alla propria persona!

C’è stato un tempo in cui il tatuaggio caratterizzava come un marchio i malavitosi, i carcerati, le prostitute ed i militari. Quand’anche le persone tatuate potevano vantare una fedina penale immacolata, il tatuaggio rappresentava un simbolo di distacco e di protesta da e nei confronti del comune “ben pensare”.

Nonostante oggi città e spiagge pullulino di persone tatuate, gli studiosi sono tutti d’accordo sul fatto che il tatuaggio oggi assolve le stesse funzioni che aveva nelle società tradizionali, anche se reinterpretate secondo gli attuali codici culturali.

Lucia Colombo, ricercatrice del dipartimento di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano, afferma che "al tatuaggio dunque si ricorre sempre per abbellirsi, comunicare, appartenere a un gruppo, esorcizzare le paure. Il tatuaggio delimita un territorio. È uno spartiacque, scavato sul corpo, nei confronti di chi non è tatuato". Il tatuaggio, dunque, è un messaggio che porta l'individuo in comunicazione con se stesso e con gli altri, e racconta qualcosa della sua vita, delle sue scelte, dei suoi sentimenti.

 

 

In alcuni casi sembra quasi che il tatuaggio debba decorare un corpo non autosufficiente a se stesso e per questo viene "indossato" ed esibito come se fosse un gioiello. Serve a piacere agli altri, ma soprattutto a se stessi, come dimostra l'autocompiacimento narcisistico che si prova nell'osservarlo sulla propria pelle e nel mostrarlo.

A un livello più profondo, il tatuaggio conserva anche una funzione primitiva di esorcizzazione della paura poiché, come spiega ancora Lucia Colombo, "il risultato ottenuto con la messa in scena di un rituale, attraverso un dolore fisico simbolico, permette la crescita spirituale e sociale". Infatti, per analogia la sensazione provocata dagli aghi che incidono la pelle ha molto in comune con i riti di iniziazione che, nelle società primitive, segnavano l'ingresso nell'età adulta. Questo è particolarmente significativo per una società come la nostra, dove prevale la rimozione della sofferenza e della morte, oltre alla fobia per l’invecchiamento. Questo concetto è ancor più significativo se consideriamo “il tatuaggio (così come la chirurgia estetica) come una trasgressione che infrange il tabù del corpo intoccabile, da conservare così come ci viene dato" (come osserva l’antropologa Alessandra Castellani). Sembra quasi la trasgressione di una società “giovane” che vuole ribellarsi ed opporsi ad una società “vecchia” fatta di rituali, di pregiudizi e di conformismi, ma che finisce poi nel cadere in altrettanti rituali e pregiudizi: per tatuarsi si è disposti a sacrificarsi ed a soffrire, e se non si è tatuati si è fuori moda.

Ma al di là delle influenze della moda e della voglia di trasgressione - come dice la Castellani - “perché in una società così mobile come la nostra, dove si cambia casa, lavoro e partner con estrema facilità, sentiamo il bisogno di lasciarci segni indelebili sulla pelle". In realtà cosa piace di questi segni? Quale messaggio implicito ed esplicito trasmettono?

 

 

Anna Maria Casadei, studiosa di Psicologia che da tempo classifica i tatuaggi ed il loro significato rispetto alla personalità, spiega che “la scelta del disegno e della zona da tatuare non è mai neutra, ma rimanda al mondo dei simboli e fa emergere quello che è nascosto all'interno dell'individuo, il suo vero carattere". Secondo uno studio diretto da Lucia Colombo, sembrerebbe che la zona da tatuare varia anche a seconda del sesso: in linea di massima gli uomini preferiscono la schiena, la spalla e il braccio destri, le donne invece la caviglia e il polso.

Al di là di quale parte del corpo si scelga di tatuare, si tratta di segni impressi in modo “indelebile” sulla propria pelle, proprio quella pelle che riveste un ruolo fondamentale nella costituzione dell’Io psichico, dunque del senso di identità personale. D. Anzieu, un grande psicoanalista francese, ritiene che la pelle è il nostro “involucro” e riveste una grande importanza in quanto fornisce all’apparato psichico le rappresentazioni che costituiscono l’Io e le sue funzioni. Ogni funzione psichica si sviluppa per appoggio su una funzione corporea, di cui traspone il funzionamento sul piano mentale. L'Io pelle è appunto "una rappresentazione di cui si serve l’Io del bambino, durante le fasi precoci dello sviluppo, per rappresentare se stesso come Io che racchiude i contenuti psichici, a partire dalla propria esperienza della superficie del corpo" (Anzieu, 1985). L’esperienza della superficie del corpo del bambino può aver luogo grazie ai momenti di contatto con il corpo della madre che lo tiene in braccio, all’interno di una relazione rassicurante di attaccamento, con esperienze positive di holding (intesa come la capacità della madre di fungere da contenitore delle angosce del bambino, di costituire una sorta di spazio fisico ma soprattutto psichico in cui il bambino si sente accolto, sostenuto, rassicurato, incoraggiato nelle prime espressioni di sé) che favoriscono l’integrazione dell’Io nel tempo e nello spazio; di handling (intendendo l’insieme delle manipolazioni corporee materne come le cure, le pulizie, i giochi corporei e gli atti affettivi come le carezze, il “mangiare” il pancino o i piedini del bimbo) che favoriscono la personalizzazione e di presenting object (riferendoci alla capacità materna di rendere disponibile al bambino l’oggetto nell’esatto momento in cui ne ha bisogno, né troppo presto né troppo tardi) che, secondo Anzieu, favorisce l’iscrizione delle tracce sensoriali).

Ora però lasciamo le indicazioni prettamente psicologiche per passare ad un aspetto più sociale, il guinnes dei primati in materia di tatoo: si tratta di Rick Genest, meglio conosciuto come Zombie Boy, è l’uomo più tatuato al mondo.

 


Foto di Rick Genest

 

È un ragazzo canadese di soli 26 anni che grazie al suo corpo, interamente coperto da una serie di tatuaggi dell’apparato scheletrico e muscolare, è entrato nel Guinnes World Records per ben due volte (potete ammirarlo in uno spot di un prodotto di cosmesi cliccando a questo link https://www.youtube.com/watch?v=CukxjO0l67w). Questa sua peculiarità ha attirato l’interesse dei media e dei personaggi dello spettacolo tanto che Lady Gaga lo ha voluto nel video del suo pezzo “Born this way”.

 

 

 

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