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Psico Attualità

Cambio vita, mi rifaccio … i genitali: miracolo della scienza, tramonto della materia grigia.

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 

Negli ultimi decenni siamo stati tutti bombardati dall'esplosione della nuova (ormai vecchia) moda della chirurgia estetica. Questa disciplina non fa distinzioni di razza, etnia, censo: da alcuni anni siamo addirittura arrivati a concepire trasmissioni televisive nelle quali i pazienti/spettatori, non avendo possibilità economiche ma smaniosi di sottoporsi a questo genere di metamorfosi, fanno entrare le telecamere nella sala operatoria e nelle loro vite pur di avere un pezzo di gomma nel loro corpo (senza sborsare un centesimo). Tutti oggi, senza differenze di genere sessuale o censo, devono poter accedere al mondo della bellezza, dell'apparenza, dell'esteriorità, di una inquietante, opinabile ‘perfezione’ e questo must sembra configurarsi quasi come un principio democratico. Persino i minorenni non devono essere esclusi da questo 'diritto': ecco che gli adolescenti chiedono un naso nuovo per il loro diciottesimo o, se non hanno raggiunto la maggiore età, si fanno autorizzare dai genitori a procedere verso trasformazioni corporee irreversibili, discutibili metamorfosi avallate da adulti privi di scrupoli. Si va dal chirurgo estetico con le amiche, si affrontano interventi di massa tipo gruppi di auto-aiuto... e molto altro ancora. Ho sentito di interventi estetici tra i più bizzarri: alle unghie, alle sopracciglia... ma c'é roba assai più incredibile, quasi impensabile direi. Ma lo sapete già, lo avete letto nel titolo; quindi nessuno squillo di fanfare.

 


Avete capito bene, niente errori: ai genitali, femminili in particolare. Sembra un incubo e di solito interventi in questa specifica area del corpo vengono evitati piuttosto che cercati. Anche io, come sara' successo a molti di voi, quando ne sono venuta a conoscenza sono trasecolata, ero letteralmente immobilizzata e con gli occhi sbarrati così come immagino sarebbe rimasta la mia nonnina calabrese se avesse sentito questa storia, lei che era sempre indaffarata a preparare covatelli, zeppole fritte e nient'altro.
Ma torniamo a bomba: la chirurgia estetica dei genitali. L'accesso ad interventi di ricostruzione dei genitali dovrebbe essere garantito e gratuito per quelle donne sfortunate che da bambine sono state costrette alla tortura dell'infibulazione, ma non è di questo che si tratta. In ogni sua parte, come sappiamo, il corpo è soggetto al processo di invecchiamento: la pelle, con il trascorrere del tempo, perde di elasticità, idratazione e su di essa si formano alcuni solchi assolutamente nella norma, tranne nei casi tipo Dorian Gray, detti 'rughe'. La straordinaria scrittrice Marcela Serrano sostiene che le rughe vadano addirittura mostrate perché segni di lussuria: evidentemente non tutti sono Marcela Serrano.

 

La scrittrice cilena M. Serrano.


In ogni caso, col passare dei lustri, anche le zone intime tendono ad infiacchirsi, così come accade per le altre parti del soma: e una donna degna di chiamarsi tale rischia di non piacersi più quando si guarda (o meglio se la guarda) allo specchio. Non consideriamo le star dell’hard, immagino le più devastate, le vere vittime di questi processi di afflosciamento/avvizzimento. 

Quindi, una bella pompatina, come accade da tempo immemore a seni, labbra, gote e lo sconforto scompare: acido ialuronico, botulino ... e chi più ne ha più ne metta, chissà che in certi casi non funzioni anche la cara, vecchia Coccoina che tanto amavamo da bambini. L'autostima sale? Da specialista della psiche direi proprio di no; l'autostima dipende da qualcosa di diverso, che ha a che fare piu' con la parte interna di noi, la piu' recondita e profonda. Magari fosse possibile bandire dalla nostra esistenza le incertezze che ci assillano con un semplice colpo di bisturi! Magari fosse cosi' facile costruirsi delle fondamenta interiori, partendo ... da li'.

 


Vecchiaia a parte, le donne ricorrono alla chirurgia dei genitali anche per altri motivi: per ricostruire l'imene ('imenoplastica') e vivere una sorta di seconda giovniezza, per rendere piu' armoniose grandi labbra troppo grandi – si sa, il troppo stroppia - o troppo piccole, anche se poi, a ben guardare, non si sa bene in base a quale metro di giudizio si faccia questo tipo di valutazioni. Scarso turgore, diminuita definizione, insanabili secchezze, sfregamenti prepotenti, mollezze varie e disparate, ... questi sì che possiamo definirli dei catastrofici dilemmi esistenziali! I tempi moderni ci hanno insegnato che chi non mostra non vende, e dobbiamo mostrare cose accattivanti, seminuove, altrimenti rischiamo di essere delle ‘invendute’, come teorizza Luciana Littizzetto.

 

Un demone atterrito.


In altri casi il ricorso alla chirurgia estetica vaginale è colpa di quel modello di biancheria intima che tanto ci sarebbe piaciuto indossare ma che la natura, tiranna come fu con Giacomo Leopardi, ce lo ha da sempre impedito: quindi crediamo di poter sradicare il problema alla radice e di goderci il nostro perizoma o reggiseno griffati che ci siamo meritate. Un problema in meno!
E poi, se proprio vogliamo sbilanciarci, ci sarebbero tanti altri argomenti a favore di questo tipo di insoliti trattamenti estetici: in alcuni istanti, la scienza di questo macabro settore (detta ‘medicina rigenerativa’) sconfina nelle discipline umanistiche e agli specialisti del settore non resta che scorazzare senza guinzaglio nella filosofia pura, quella kantiana. Vengono tirati in ballo i concetti estetici di ‘armonia’ e ‘proporzione delle forme’, mica scherziamo, qui siamo decisamente atterrati nel campo dell’arte, dove si valutano principi del bello e meccanismi del gusto, punti sui quali i filosofi si sono tanto affannati a riflettere, dalla nascita dell’estetica ad opera di Baumgarten, passando per Winckelmann, Kant, Hegel… ad oggi. Nulla può entrare in competizione al cospetto dei drammi della vagina deforme.

 

L'indimenticabile Jessica Rabbit, probabilmente priva di problematiche di questo genere. Almeno nel nostro immaginario.


Nel mio piccolo mi è sorta una domanda: esistono dei cataloghi da sfogliare per decidere come rifarsi? Oppure ognuna può scatenare la propria immaginazione in modo originale, insolito e simpatico? Magari ci sono quelle che si ispirano ad Angiolina Jolie oppure Miley Cyrus. E poi mi chiedo: se nessuno dovesse vederla? Questo sarebbe un vero spreco: ci si sottopone alla chirurgia vulvare con la presunzione che qualcuno un giorno ‘la vedrà’, o meglio, la scruterà con minuziosissima cura e dedizione fin nel dettaglio, la misurerà come si misurano i campi arati e magari ci farà anche uno stravagante, imbarazzante complimento; non pensiamo, invece, che in certi momenti, l’aspetto esteriore dei genitali femminili potrebbe passare in secondo piano e questa parte del corpo rischierebbe di venire ignobilmente, sgarbatamente inosservata. Questo sarebbe proprio un vero peccato, dopo tutte le visite, i soldi investiti, i sogni, i tagli sanguinolenti e le ricuciture: inaccettabile.
Navigando su internet, in merito a queste pratiche ho letto alcune parole che mi hanno scossa nel profondo, espressioni agghiaccianti quali ad esempio ‘microchirurgia genitale’, o 'lipofilling' praticato proprio nella zona esterna dei genitali femminili: sono parole che hanno evocato in me il ricordo dell'interessantissimo ma inquietante film di Cronenberg Inseparabili, dove due ginecologi gemelli omozigoti (impersonati da Jeremy Irons) realizzano mostruosi aggeggi chirurgici per intervenire sulle loro pazienti. In questo genere di interventi chirurgici, zone di grasso vengono trasferite da una parte all’altra del corpo, tipo spostamento di bestiame in un carro buoi, particolari che possono competere con i più macabri thriller di fattura asiatica, insomma pensieri capaci di tormentare il nostro sonno durante le ore notturne con scene che tornano a mo’ di flash-back anche nelle ore diurne.

 

Gli aggeggi chirurgici del film sopra citato, Inseparabili, con Jeremy Irons (1988), di D. Cronenberg.


L’adagio che, di sottofondo, risuona in queste pratiche è: se si è belli fuori lo si è anche dentro, anche se qui la distinzione dentro/fuori diventa un po' complessa perchè tendenzialmente ci muoviamo nelle nostre vite con addosso indumenti che nascondo le 'pudenda'.
Per fortuna, non tutti abboccano a questo falso, aporetico motto e qualche cervello continua ancora a carburare: diciamo che, semmai, è vero il contrario. Quando siamo felici o semplicemente lieti il nostro stato d'animo si trasmette all’esterno attraverso uno sguardo attento e vitale, un sorriso affabile, una battuta sagace, un gesto affettuoso, un volto rilassato e dal colorito gradevole.
Ognuna è libera di fare ciò che crede e soprattutto di investire i propri soldi in modo da raggiungere quella che quel vecchio cialtrone, rincitrullito di Aristotele chiamava ‘eudaimonia’ (ovvero la felicità): l’unico problema è individuare quale sia la vera felicità, il vero bene, un particolare non da poco. Con una visione appannata del mondo rischiamo di scambiare l’amore per un calesse, per dirla con l’indimenticabile Massimo Troisi, con tutte le conseguenze annesse e connesse. Riflettere sempre e' cosa buona e giusta, anche a rischio di mettere a repentaglio la nostra esistenza. Non lasciamo che qualche bizzarra fantasia ci conquisti e ci illuda che la trasformazione esteriore possa cambiarci anche interiormente. Buona vita.

 

 

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