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Psico Attualità

Vite straordinarie: Felix Baumgartner e Alan Eustace. Faccio un salto dalla stratosfera e torno.

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

Alcune volte troviamo che la nostra vita sia un tantino noiosa, monotona, condita sempre un pò dei soliti routinari ingredienti: e allora ci viene una gran voglia di provare altro. I cambiamenti, gli esperimenti possono essere i più disparati: assaggio le lumache di mare per le quali ho sempre provato orrore, faccio un viaggio in Transmongolica, inizio un corso di punto croce, imparo ad immergermi a ventimila leghe sotto i mari o a leggere i fondi del caffé eccetera. Poi ci sono i più temerari: quelli che ricominciano a prendere l’aereo dopo che per vent’anni non sono più saliti a bordo, quelle che saltano con il bungee jumping, chi si avventura con il deltaplano, l’idrovolante, il sommergibile e chi più ne ha più ne metta.
Immagino che sia stato un po’ questo il modo di sentire e di procedere di Felix Baumgartner, classe ’69, austriaco appassionato di lanci, paracaduti e sfide estreme, quando ha deciso di provare il folle volo della caduta libera dalla stratosfera.
Felix è volato in aria con una specie di mongolfiera personale e, ad un certo punto, ha aperto la botola e si è letteralmente lasciato cadere sulla terra. Le immagini lasciano senza fiato: quella specie di bozzolo bianco che si rigira su se stesso, quasi senza meta, è in realtà un uomo, anche belloccio. Non pago, Felix ci è ‘ricaduto’: i voli, infatti, sono stati ben due, nel 2012, il più lungo ha raggiunto oltre i 39.000 metri. Nel primo lancio ha raggiunto i 580/km orari, nel secondo è arrivato a 862! Le cadute sono durate pochi minuti ma … come dire … attimi impossibili da dimenticare. Ad una certa distanza dalla terra, Baumgartner ha poi aperto il paracadute ed è atterrato in sicurezza senza riportare alcun tipo di danno.

 

 

Come se non bastasse, ad ottobre 2014, il vicepresidente di Google, il cinquantasettenne Alan Eustace, ha battuto il record di Baumgartner: si è lanciato da ben quarantunmila e rotti metri di distanza dalla terra. Eustace ha viaggiato alla bellezza di 1321 chilometri orari.
Cosa dire … il desiderio di esplorazione, la curiosità, la voglia di sfidare se stessi e i limiti umani, a volte, possono raggiungere livelli talmente elevati da mettere a rischio la propria vita: ma è anche affascinante sapere che i voli pindarici si possono realizzare e possono anche ottenere successo. Se l’essere umano si fosse fermato all’esplorazione della sola terra, oggi non esisterebbero i voli aerei e raggiungere altri continenti sarebbe lunghissimo e parecchio farraginoso. Le competizioni sono infinite e tutte da scoprire: basta affacciarsi dalla finestra della propria monade, credere in se stessi e mettersi alla prova. Anche senza arrivare fin lassù …

 

 

VIDEO CONSIGLIATI:

- Felix Baumgartner

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