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Psico Attualità

Nuoce gravemente alla salute.

 

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

Siamo tutti d’accordo sul fatto che alcuni comportamenti possano mettere a rischio la qualità della nostra vita (in certi casi, in modo fatale). Per questo, chi vuole star bene, evita accuratamente di eccedere nell’uso di tè, caffè, farmaci, cibi calorici o troppo ricchi di zuccheri e sta alla larga da sostanze stupefacenti e affini. Ma c’è qualcosa che può fare veramente molto male, tra l’altro in modo silenzioso e subdolo: il pessimismo mediatico e globale che imperversa negli ultimi tempi e che avvelena le nostre giornate, anche attraverso il messaggio veicolato da alcuni movimenti politici che hanno riscosso successo recentemente.

Questa forma di pessimismo, che spesso assume le sembianze di uno squallido qualunquismo, non solo ci rende pecorelle che scappano di fronte al battito d’ali di una farfalla che vola dall’altra parte del mondo, ma anche pappagallini poco furbi (non me ne vogliano i cari pennuti) che ripetono parole vuote, prive di reale senso, solo perché ‘l’hanno detto in televisione’ o ‘l’hanno scritto sul quotidiano tale’: inoltre, guardare solo agli aspetti negativi e peggiori della nostra società e della terra che abitiamo, non fa che alimentare lamentosi vittimismi, odio sociale, invidia, disfattismo, senso di impotenza, delusione e paranoia … Insomma: questa disinformazione ci incattivisce. La chiamo disinformazione perché guardare solo un lato della medaglia implica inevitabilmente il trascurare l’altra parte. Ma è mai possibile che sia tutto un disastro, il clima, la politica, la società, il mondo della cultura, l’ambiente?

 

 

I cosiddetti programmi televisivi di denuncia crescono rigogliosi come la gramigna nella nostra televisione e vengono considerati alla stessa stregua dell’oracolo di Delfi: cio' che esce da quella scatoletta è sacro e indiscutibile. La televisione esaspera spesso i toni, generando notizie iper-catastrofiche e sottolineando le storture di questo e quel personaggio, di questo sistema o di quella società finanziaria, del ristoratore o del gruppetto di impiegati malandrini, … il mondo sembra popolato esclusivamente da lupi mannari che potrebbero sbranarci ad ogni angolo della strada. Poi, con la questione della crisi finanziaria, si è autorizzati a ricondurre ogni malfunzionamento all'attuale stallo economico: e guarda quanti negozi chiudono, … oggigiorno non puoi permetterti di dedicarti alle tue passioni, siamo ogni giorno piu' poveri, eccetera.
Questo vittimismo, l’addossare tutta la responsabilità alla crisi economica, al presidente del consiglio (è proprio il caso di citare la celebre battuta: ‘piove: governo ladro!’) fanno rabbia: è comoda, spiegarla così. Non faccio il lavoro che avrei voluto fare perché è tutta colpa degli altri. Non partecipo al concorso, tanto vincono solo i raccomandati. E la nostra responsabilità, dov’è finita? Possibile che siamo imbelli e inermi di fronte agli eventi, possibile che non siamo in grado in alcun modo di influenzare la nostra vita, che siamo ostaggio di banche, poteri, menti altre da noi? Facciamo che il dubbio si impossessi di noi: possiamo fidarci del metodo di Cartesio.

 

 

Un gruppetto di partigiane.

 

È vero: le notizie catastrofiche fanno audience, dobbiamo rendere merito alla potenza di queste brutte informazioni. Però appestano e avvelenano le nostre giornate, ci fanno entrare al bar o dal fruttivendolo già con la stricnina in tasca e quando un avventore riscontra una minima anomalia nello scontrino, nella busta della spesa o nel torcicollo che gli ha dato il buongiorno, ecco pronta la battuta: è così che va in Italia, signora, tutti ladri, evasori, le tasse sono troppo alte, il mondo va a rotoli, è arrivato il momento dell’apocalisse, è colpa del buco dell'ozono, eccetera. È tutta una piaga sociale, e noi ne siamo vittime indifese: vedere il bicchiere mezzo vuoto è più facile perché ci esime dalle nostre scelte (e anche dalle non-scelte). Guardiamo con belle indifférence la vita che ci scorre davanti. E così, dopo il caffè che avevamo deciso di prendere al bar proprio per buttarci per soli cinque minuti alle spalle i nostri fardellini esistenziali, ecco che ce ne torniamo al lavoro pure col bruciore di stomaco (e non per la qualità della miscela). La domanda sorge spontanea: ma non è che per caso ieri sera ti sei visto la trasmissione xy… ?!?

 

Materia grigia in gabbia.

 

Ricordate la favola di Esopo nella quale il pastore, annoiato della propria vita, urlava sempre ‘Al lupo! Al lupo!’ tanto per dare una scossa alle sue monotone giornate? Creare continuamente allarme generale produce un inevitabile abbassamento dello stato di allerta e di attenzione, genera rassegnazione e diminuzione di interesse: e se dovesse esserci una vera emergenza, abituati come siamo a vivere immersi in questa impressione, forse neanche ce ne accorgeremmo. Con tutte le conseguenze di questa incauta trascuratezza. A questo proposito, mi viene in mente la esilarante rubrica ‘GR bello’ della trasmissione radiofonica di Fiorello e Baldini: in questo radiogiornale, tutte le notizie sono entusiasmanti! La disoccupazione giovanile scompare, aumenta la ricchezza del paese, le banconote si possono legalmente stampare in casa propria … tutte buone nuove! Esattamente l’opposto di quanto sembra succedere. Con amara ironia, la trasmissione pone l’accento sul pessimismo cosmico che imperversa nelle nostre vite e che, se paragonato al celeberrimo pessimismo leopardiano, fa sbiancare.

 

 

 

E allora, chi le dà le buone notizie? Non voglio lamentarmi di chi si lamenta e lamentarmi a mia volta. Una buona nuova ve la do io, una notizia che mi riguarda come cittadina e che mi fa piacere condividere con voi: difficile a credersi, viste tutte le polemiche connesse a Malagrotta & affini (compreso il nostro sindaco piemontese), ma Roma ‘non ha nulla da invidiare a Berlino, in fatto di raccolta differenziata (l'articolo si può leggere ed ascoltare a questo link). Ad oggi la capitale ricicla il 38% dei materiali di scarto e, secondo le previsioni, tra pochi mesi si arriverà addirittura al 40% (Berlino è al 42%, ma si sa, i Tedeschi sono ‘Tedeschi’). Dietro Roma ci sono Londra (34%), Vienna (33%), Madrid (17%), Parigi (13%).

Vi invito ad un pensiero non passivo ma dinamico e critico: proviamo a mettere in discussione quello che ci vogliono far bere politici e media. Proviamo nel nostro piccolo a dare un contributo di ottimismo, compassione e fraternità, quando possiamo. E proviamo a fare un bel gioco: almeno una volta, durante il giorno, troviamo un pensiero positivo, notiamo una cosa ben fatta, intorno a noi (e magari anche dentro!). Male non ci farà …

 

Alberto Sordi in una irresistibile, grassa risata.

 

LINK UTILI E INTERESSANTI:

- Comuni virtuosi 

 

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