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Psico Attualità

I bambini di Gaza si raccontano attraverso alcune foto.

 

Dott.ssa Alessandra Paladino

 

Quelle che vedrete sono solo alcune delle foto scattate a Gaza in questo periodo. Non saranno le più belle e neanche le più esaustive ma sono state scelte poiché rendono perfettamente il concetto di resilienza.
In psicologia, la resilienza è quella capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di fare appello a tutte le risorse possibili (personali e sociali) e di attivare tutte le difese (istintive, affettive, emotive e cognitive) che possono essere di aiuto nel circoscrivere il trauma e nell’affrontarlo.

I bambini gazawi faranno verosimilmente i conti con le conseguenze del dramma che stanno vivendo, affrontando traumi psichici, fisici e sociali derivanti dalla guerra (vedere un nostro precedente articolo “Gaza, uno sterminio di responsabilità mondiale"). Ciononostante reagiscono con positività, in modo resiliente, anche in condizioni di estrema precarietà. Andrea Canevaro in “Bambini che sopravvivono alla guerra” definisce la resilienza come “la capacità non tanto di resistere alle deformazioni, quanto di capire come possano essere ripristinate le proprie condizioni di conoscenza ampia, scoprendo uno spazio al di là di quello delle invasioni, scoprendo una dimensione che renda possibile la propria struttura”.
Le immagini selezionate ci mostrano un’infinita sensibilità e una grande umanità, oltre ad un’immensa voglia di vivere e di riorganizzare la propria esistenza. Una bambina protegge la sua bambola coprendole gli occhi per impedirle di assistere alle atrocità della guerra, altri riescono a dare voce alla fantasia e a giocare tra le macerie, altri ancora raccolgono libri tra le rovine e desiderano di tornare presto a scuola per riutilizzare quella lavagna sopravvissuta ai bombardamenti. Tutto questo illustra praticamente il significato di resilienza.
I bambini gazawi, nonostante il loro essere piccoli, riescono a far appello a quella forza d’animo interiore cercando di riorganizzare positivamente la propria storia. Si potrebbe affermare che la resilienza, in questo ambito, altro non è che un’altra forma di “resistenza”, concetto estremamente caro all’intero popolo palestinese.

 

 

 

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