Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca su "Più informazioni"

Benvenuto su nonsolopsicologia.it

Psico Attualità

La lettura ai tempi di biblioteche e librerie.

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 


Ve lo ricordate com'era andare a scegliere un libro nella libreria di fiducia o farsi consigliare una lettura dalla bibliotecaria? Sembrano passate ere geologiche da allora: quando la diffusione della rete internet non era così massiva come lo è oggi, c'era più tempo 'da perdere' per andare a rintanarsi in un buon libro e immergersi nelle sue pagine profumate, pesanti, così palpabili. E prima ancora, c'era tempo 'da perdere' per andare a scegliere il libro in questione. A scuola (almeno ai miei tempi!), all'inizio dell'anno scolastico, veniva in classe il/la responsabile della biblioteca, spiegava come funzionava il prestito e tentava di invogliare gli alunni alla lettura. Al liceo, poi, ben due ore a settimana erano dedicate alla lettura, che avveniva in classe. Il testo era scelto dal docente di Lettere: ogni banco doveva averne almeno una copia e ognuno leggeva qualche pagina ad alta voce, a turno.

 

 

Quando i libri non erano a portata di 'click', esistevano luoghi incredibili chiamati biblioteche. Anche solo entrare in uno di questi obsoleti luoghi permetteva come di sospendere il tempo: questa specie di interruzione facilitava l'immersione in una dimensione temporale soggettiva, interiore, nella quale si ascoltavano i desideri, i gusti letterari propri e altrui, dominavano fantasia, voglia di conoscere e, perché no, anche di evadere dalla propria realtà personale per partecipare alle avventure di altri. 

 

 

Capitava, anche, che si andasse in libreria o in biblioteca senza avere un'idea precisa di cosa si volesse leggere: se conoscevi una persona in grado di consigliarti cosa scegliere, iniziavano chiacchierate della durata imprecisata, nelle quali si ricordavano libri letti chissà quando e si associavano autori e trame, ...

Capitava di sfogliare un libro, scrutarlo all'esterno e all'interno, sceglierlo a volte solo in base alla copertina o al titolo, perché no! Nei libri in prestito si potevano scoprire le volte in cui un libro era stato prestato, quando, per quanto tempo; si scorgevano delle sottolineature non autorizzate, delle scritte a penna (orrore!), delle 'orecchie' che piegavano lo spigolo di una pagina e, se si era fortunati, si potevano rinvenire preziosi reperti archeologici come biglietti dell'autobus, foglie o fiori secchi, bigliettini ... addirittura segnalibri. I libri in prestito sapevano parlare a chi era in grado di ascoltarli e per uno strano, quasi magico potere, erano in grado di mettere in comunicazione i lettori che avevano avuto, tessendo un invisibile filo conduttore.

 

 

 

Leggere diventava quasi un viaggio, fisico e interiore!

Personalmente trovo straordinario poter trasportare in un comodo e-book reader centinaia di libri, sincronizzare l'ultima pagina letta con tutti i miei disponsitivi e sono assolutamente favorevole alla lettura 'elettronica': non sono per nulla contraria alle nuove tecnologie, che utilizzo sempre e con piacere ... però continuo a ricordare con nostalgia i librai e i bibliotecari che con passione, disponibilita' e pazienza, sapevano ascoltarmi e orientare le mie scorribande nel mondo libresco e mi fa piacere, quando possibile, tornare a maneggiare i miei vecchi libri, rileggere le mie sottolineature e i commenti a lato. 

 


Fotografia di Steve McCurry

 

FaceBook  Twitter  

Archivio

Powered by mod LCA

Cerca nel sito