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Psico Attualità

Terzo appuntamento con la professione psicologica: lo psicologo militare.

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 

In anni di guerre che, purtroppo, stanno dilaniando molte zone del mondo e coinvolgendo un numero sempre maggiore di civili, la psicologia militare rappresenta una disciplina di straordinaria rilevanza nel panorama globale.

 

 Immagine tratta dal sito http://www.fnomceo.it/ 

 

Lo psicologo militare si occupa di persone, gruppi e organizzazioni coinvolte nel sistema militare: la sua figura costituisce un’importante risorsa per il benessere di questo sistema sociale e tecnico perché contribuisce ad aumentare capacità, efficienza, efficacia e prontezza.
Gli ambiti nei quali opera sono essenzialmente raggruppabili in due macro-gruppi: i ‘teatri operativi di guerra’ e il normale funzionamento del sistema in condizioni di pace. Nel primo caso, lo psicologo militare si occupa di disturbi collegati allo stress (disturbi sia acuti che cronici), fattori di stress connessi ad alcune specifiche operazioni militari, disadattamento, prigionia, reazioni cognitive ed emotive dei sopravvissuti, effetti legati alla deprivazione di sonno, alle variazioni repentine di clima, eccessi di rumore o altitudine, al significato di coraggio e paura, riabilitazione riadattamento, addestramento.

 

 Immagine tratta dal sito www.esteri.it

 

In condizioni di pace, questa figura studia la leadership, la performance individuale e gruppale, si occupa di test psico-attitudinali e psicometria, effettua osservazioni e ricerche sul rapporto uomo/macchine, selezione reclute, volontari, gestisce le risorse umane e i processi decisionali.

Le macro-aree di intervento sono:

1. miglioramento delle prestazioni di individui e gruppi (esempio: coesione di squadra, comando e decisioni nei grippi, controllo delle situazioni stresso gene, formazione, progettazione)

2. miglioramento della salute e del benessere psicologico (sostegno psicologico, coaching, prevenzione degli incidenti e promozione della salute, sostegno psicologico in situazioni di crisi (incendi, guerre, terremoti…)

3. miglioramento dell’efficienza e della salute organizzativa (addestramento delle reclute e loro selezione, individuazione di soggetti adatti a particolari profili professionali o a specifiche missioni, miglioramento del clima e dello sviluppo organizzativo, miglioramento delle relazioni interculturali).

 

Immagine tratta dal film ‘Ufficiale gentiluomo’ (1982), con R. Gere e D. Winger.

 

FONTI. www.psy.it 

 

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