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Psico Attualità

Un mondo di civilta'.

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 

Negli ultimi anni ho notato, in Italia, qualche microscopico, larvato passo in avanti nel processo di educazione al senso civico: mi domando con non poca sorpresa cosa stia succedendo!

Mi è capitato, ad esempio, di trovarmi in luoghi pubblici e ricevere aiuto anche quando non lo chiedevo, segnale che le persone intorno a me non solo si erano accorte che ero in qualche modo 'in difficoltà', ma avevano anche il desiderio di intervenire per facilitarmi l'ardua impresa.
Recentemente mi sono trovata in un quartiere periferico di Roma, intenta a decifrare la solita enigmatica palina di una fermata di autobus; dopo questo vano tentativo, sono rimasta ammutolita quando, a mia esplicita domanda sul tragitto del mezzo pubblico, ho ricevuto un sonoro rifiuto a dare informazioni da parte dell'autista. Ma ecco sorgere come dal nulla il sostegno e l'empatia di passeggeri sconosciuti ma gentili, affabili e anche ironici: l'incomprensibile 'autismo' e la straordinaria scortesia dell'autista sono stati annientati da questa dose di cordialità e fratellanza che mi sono goduta a piene mani.

 

 I vecchissimi autobus romani che si possono ancora gustare nei film di Carlo Verdone.

 

Riscontrare gratuità, generosità e sincero interesse nelle persone, specie se sconosciute, è un'esperienza straordinaria: ho sempre cercato anche io di rendermi utile, quando possibile, condividendo informazioni preziose e mettendo in guardia gli altri, in modo da limitare, per quanto possibile, inutili 'budelli' stradali, iter burocratici folli e altre inutili sfacchinate.
Resta il fatto, però, che la gente continua ad essere incivile. Qualche giorno fa, a Ostiense, ho incrociato un uomo: nel momento in cui mi è passato affianco, ha lasciato cadere, quasi con poesia, l'involucro trasparente del pacchetto di sigarette fresco di giornata. Mi sono girata, l'ho guardato; niente, era ormai lontano mille miglia e, tra le altre cose, non si era nemmeno accorto del mio sguardo arcigno. Dalle mie statistiche, sono costretta a confermare un dato: la maggior parte delle persone che compie questi immondi gesti di incivilta' appartiene al sesso maschile. Lo so, ditemi che questa è violenza contro gli uomini, quello che vi pare: ma la statistica ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

 

 

Nelle nostre città affollate, lordate dalla stessa municipalità incapace di organizzare una benedetta raccolta differenziata, ci sono giorni in cui verrebbe voglia di farci giustizia da soli e compiere una pazzia: inchiodare davanti a questi osceni, incivili, barbari metropolitani. E poi? L'unica mossa, inattesa dall'ignaro passante, potrebbe esclusivamente essere un deciso, definitivo attacco frontale: con un buon paio di scarpe da trekking e uno sguardo ardito si potrebbe saltargli al collo attaccandolo alla giugulare senza pietà. Per la sorpresa, il maleducato/malcapitato potrebbe non riuscire a trovare una via di scampo: ma non sarebbe giusto, me ne rendo conto. 

 

Un'immagine dal film Soldato Jane di R. Scott (1997), con D. Moore.

 

Prima di sferrare il colpo ferale, quanto meno gli si dovrebbe concedere una replica, come si dice, il beneficio del dubbio: dovremmo almeno fargli una domanda. 'Perché lo hai fatto? Perché ti sei tolto dal calzone sgualcito quel fazzoletto sfilacciato e lo hai lasciato atterrare sul marciapiede? Perché hai elegantemente eliminato dal tergicristallo del tuo gigantesco SUV la pubblicità di quel centro estetico, l'hai appallottolata e tirata a terra come per fare un fantomatico goal? Ma il tuo cane che fa, concima l'asfalto?'

Qui viene il bello: mi domando quali potrebbero essere le balzane, rocambolesche, improvvisate risposte. Senza ombra di dubbio ci sarebbe chi avrebbe il fegato di negare un simile misfatto, nel tentativo di mischiare le carte in tavola: 'Mi è caduto un fazzoletto …? Ah! Non me ne ero accorto'. Magari un 'grazie' potrebbe pure scapparci, volendo. Lì, ovvio, il progetto della giugulare sfumerebbe miseramente.


Qualcuno, molto sorpreso, potrebbe tentare di farfugliare un 'Che cosa???' … tanto per prendere tempo e pensare a una sensata, netta, ragionevole reazione.
Oppure potrebbe darsi che il malcapitato, già svegliatosi di malavoglia, quella mattina e con qualche gatta da pelare, reagisca all'attacco apostrofandoci volgarmente.
O anche, potrebbe rivendicare la propria capacità e libertà di autodeterminarsi e, se fosse appassionato di lirica, iniziare a cantare a mo' di protesta la famosa aria mozartiana 'Viva la libertà, … viva la libertaaaaa' …'. Lì saremmo costretti a stringergli la mano e a intonare il Don Giovanni assieme a lui.
I più inibiti e meno avvezzi all'improvvisazione potrebbero semplicemente guardarci, sorpresi o in cagnesco, pensando di essere sul set di una candid camera, facendoci magari scontare nel contatto oculare il nostro gesto di insana tracotanza. Chissà come sarebbe: forse un giorno lo scopriremo. Se sopravviverò ad un simile episodio, vi prometto che sarete aggiornati sulla cronistoria dell'accaduto.

Certo è che ancora tanta strada dobbiamo percorrere per chiamarci un paese civile. Riponiamo tante speranze nelle giovani generazioni e nella loro educazione ma se noi adulti siamo i primi a non trasmettere alcun senso civico e desiderio di donare agli altri con carità e altruismo, resteremo inchiodati nel punto in cui ci troviamo oggi.

 

 

Un tenero cagnetto può insegnarci molto ... anche in fatto di civiltà.

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