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Psico Attualità

Basta violenza, stop allo Stalking.

Dott.ssa Alessandra Paladino 

 

- “Litiga con la moglie incinta e tenta di investirla con l’auto” 

- “Picchia l’ex fidanzata per strada e la prende per i capelli”

- “Picchia la convivente e minaccia di uccidere il figlio di otto mesi”

 

Questi sono solo alcuni dei titoli di cronaca in merito. Non c’è giorno che sfogliando le pagine dei quotidiani non ci imbattiamo in notizie simili: non si tratta di liti tra ex fidanzati o tra marito e moglie in crisi, bensì di veri e propri episodi di violenza. L’ “amore” non implica in nessun modo e per nessun motivo la sofferenza altrui!!! Si tratta di stalking: un allarmante fenomeno che negli ultimi vent’anni è aumentato vertiginosamente e che ha attecchito in modo spropositato nella nostra società.

 

"Ritratto di un amore" 2013 di Roberta Maola
Tecnica mista su Carta Liscia 33-35. www.robertamaola.it


Il fatto che la maggioranza degli stalker siano di sesso maschile e che attuino tali comportamenti nei confronti di compagne che hanno interrotto o vogliono interrompere la relazione lascia ben intendere come in molte occasioni gli episodi di stalking si verifichino proprio all’interno della vita familiare e come questi siano alla base di numerose violenze domestiche e di molti abusi intrafamiliari. In questi casi la persona abusante desidera sottrarre alla propria vittima (il partner) il potere e il controllo della propria vita. Di solito lo fa attraverso l’isolamento sistematico dalla famiglia d’origine, dal gruppo degli amici e da tutti gli altri sistemi di relazioni sociali; limitandone l’autonomia economica (magari impedendole di avere un lavoro proprio) e la libertà in generale, ad esempio vietandole di avere una macchina così da impedirle di essere autonoma negli spostamenti, oppure proibendole di uscire da sola anche per commissioni di ordine quotidiano come l’andare a fare la spesa. Solitamente, a tutte queste restrizioni, si aggiungono (oltre la violenza fisica) anche atteggiamenti denigratori e affermazioni svalutanti tese a danneggiare l’autostima della vittima tanto da renderla sempre più impotente e incapace di reagire e di chiedere aiuto.

 

 

Lo stalking è dunque un fenomeno caratterizzato da comportamenti devianti e sanzionabili. Prevede diverse forme di comunicazione intrusiva (innumerevoli sms, bigliettini, e-mail, telefonate) e comportamenti aggressivi (come pedinamenti, minacce, aggressioni, fino ad arrivare allo stupro o all’omicidio) messi in atto da un persecutore (stalker) che irrompe in modo ripetitivo, indesiderato e distruttivo nella vita privata di un altro individuo (stalking victim), con gravi conseguenze fisiche e psicologiche determinando una vera e propria violazione della libertà personale. Le persecuzioni (sia la comunicazione intrusiva che i comportamenti aggressivi), per essere perseguibili penalmente, devono proseguire per un periodo minimo di un mese e devono essere reiterate per un numero minimo di dieci manifestazioni. In questi casi infatti si può fare appello all’articolo 612 bis del Codice di Procedura Penale, D.L. del 23 Febbraio del 2009, comma 1 (Atti persecutori) che prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi agisce tali comportamenti.
Il termine stalking trae origini dal mondo della caccia, difatti deriva dal verbo inglese “to stalk” che significa appostarsi, avvicinarsi alla preda di nascosto proprio come fa lo stalker con la sua vittima. Da accurati studi clinico-forensi sul fenomeno è ormai noto che sulle prime lo stalker sceglie il contatto telefonico e telematico (sms, chiamate, e-mail, chat) per poi passare al pedinamento invadendo ogni spazio relazionale della sua vittima, dall’ambito professionale a quello privato. Lo stalker infatti inizia a seguire la propria vittima in tutti i suoi movimenti: le sue azioni persecutorie diventano sempre più frequenti e persistenti fino a generare fastidio, paura, stati d’ansia e insicurezza nella sua vittima, turbandola profondamente a livello psicologico e causandole notevoli difficoltà nelle relazioni interpersonali in genere. 

 

 

Dagli studi fatti è emerso che non tutti i molestatori hanno un disturbo psichiatrico di base e non esiste un solo profilo psico-comportamentale dello stalker. Questi individui presentano una larga gamma di comportamenti e tratti psicologici, infatti lo stalking non è un fenomeno omogeneo. In Italia il 70% degli stalker sono uomini: ammiratori, partner o ex respinti. Dunque, molto spesso, alcuni comportamenti persecutori si nascondono dietro apparenti motivazioni normalizzanti, socialmente accettate, come il tentativo di ristabilire una precedente relazione (fidanzamento o matrimonio) o di iniziarne una ex novo. Lo stalker dunque, in nome dell’amore, si sente autorizzato ad assumere il controllo sulla vita della sua vittima non considerando minimamente il suo desiderio in merito. Egli manca della capacità empatica infatti non è assolutamente in grado di immedesimarsi emotivamente, di cogliere i bisogni altrui e di condividerne le emozioni. Questo evidenzia l’instabilità emotiva e la conseguente dipendenza affettiva che caratterizza questi individui, il dilagare della loro problematica narcisistica e la difficoltà a stabilire relazioni sane e alla pari.
Come donne e come professioniste consideriamo questo quadro allarmante e, alla luce di quanto descritto e di ciò che accade nella nostra società, riteniamo sia indispensabile agire tempestivamente su questo fronte attraverso interventi di prevenzione primaria (come ad esempio interventi di educazione sentimentale nelle scuole), secondaria (attivando nuovi centri di ascolto e sostegno gratuito per le persone a rischio) e terziaria (come la riabilitazione e il sostegno psicologico sia per le stalking victims che per gli stalker).

 

 

Contatti utili:
- Osservatorio Nazionale Stalking (http://www.stalking.it/)
- Telefono Rosa (http://www.telefonorosa.it/)
- Presso tutte le Squadre Mobili della Polizia di Stato vi è una sezione specializzata contro le violenze sessuali in danno di donne e minori, il mobbing e lo stalking.Presso la Questura di Roma è stato istituito un servizio al numero di telefono 06/46862931.

 

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