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Psico Attualità

Siamo in tempi di crisi. Che fine ha fatto la psicologia?

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 

Le notizie che quotidianamente affollano giornali, telegiornali e siti internet non sono certo incoraggianti e spesso verrebbe da domandarci 'che fine faremo'. Non c’è nulla da obiettare: siamo in tempi di crisi.
La corsa ai saldi, ormai, è roba vecchia: nonostante i ribassi, i negozi italiani restano poco frequentati e, quei pochi frequentatori, sono sempre meno “compratori”. Coloro i quali hanno un posto di lavoro 'sicuro' e a tempo indeterminato non se lo lasciano sfuggire e, agli occhi dei molti non ancora occupati o impiegati a tempo determinato, sembrano una razza in via d’estinzione. Quei piccoli piaceri che un tempo potevamo concederci, in certi periodi dell’anno, oggi sono diventati piccoli o grandi lussi, a volte impossibili da realizzare.

 

 

 

La crisi economica e sociale che coinvolge l’Italia – ma non solo – ci spinge a vedere “tutto nero”, influenza in senso negativo le nostre aspettative e fa crollare le nostre speranze: il pessimismo sembra essere l’unica risposta a questo terribile momento. Cosa succede alla psiche, di questi tempi? Quale aiuto può dare la psicologia rispetto a ciò che sta accadendo?

Anche in ambito psicologico, quando arriva un nuovo/una nuova paziente, il problema che si presenta per primo e con maggiore urgenza appare quello economico: il costo della psicoterapia. Certo, non tutti possono permettersi una spesa fissa come questa: ed è lecito domandarsi quanto conti intraprendere un cammino psicologico, in tempi di crisi economica e sociale. Mi permetto di dare una prima risposta: conta molto.
Spesso si sottovaluta il ruolo di spicco che la psiche riveste nella nostra vita e non ci si rende conto che investire economicamente per stare bene a livello psicologico può oggi risultare uno dei migliori investimenti. Potremmo capovolgere l’antico detto “mens sana in corpore sano”, sottolineando che una psiche equilibrata e serena è indispensabile per il benessere fisico e per fare scelte costruttive, vantaggiose, sensate e soddisfacenti. Anzi, potremmo dire che è fondamentale!
Quando un individuo vive un periodo di difficoltà psicologica (crisi lavorativa, sentimentale, familiare,…) il corpo, più o meno palesemente, ne risente: la persona si ammala con maggiore facilità di prima, tornano a farsi sentire “antichi dolori”, ci si sente più stanchi, più “a rischio”, privi di forze, esauriti come batterie scariche. Come ci insegna la complessa e interessante disciplina detta neuroendocrinologia, mente e psiche sono strettamente interconnesse e, di conseguenza, in grado di influenzarsi costantemente. La ricerca di lavoro, di una certa stabilità economica e sociale, il tentativo di raggiungere determinate mete esistenziali ci mettono a dura prova: se siamo psicologicamente fragili, sarà difficile realizzare i nostri progetti.

 

 

Una scena dal film Attrazione fatale, di Adrian Lyne (1987).

 

Il benessere e l’equilibrio psicologico influenzano positivamente l’organismo e lo rendono più pronto a “combattere”, a reagire alle difficoltà, a cercare nuove, creative e impensate soluzioni ai nostri problemi: più stiamo bene psichicamente, più siamo tranquilli, concentrati, attenti, vigili, lungimiranti. In tali condizioni un individuo è in qualche maniera “armato” e pronto per mettersi in gioco, per cadere e trovare la forza di rialzarsi, più e più volte, eventi che accadono ad ognuno di noi nella vita di ogni giorno, nessuno escluso.

Con una psiche in equilibrio e armonia abbiamo la forza di cambiare lavoro, chiudere vecchie e malfunzionanti relazioni per aprirne di nuove e più “nutrienti”, siamo più “intelligenti” in senso adattativo, cioè più capaci di adattarci al mondo che ci circonda e a ricercare nuove possibili soluzioni ai labirinti che a volte sembrano circondarci.
Viceversa, se la psiche è in fase di stallo, questo influenzerà fortemente la visione che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda e questa “negatività mentale” ci porterà a fare minori investimenti su ciò che più conta, dando vita ad un circolo vizioso che tenderà a mantenersi costante.
È proprio in queste fasi della vita che la ricerca di un supporto psicologico si mostra la scelta giusta: è necessario partire da noi stessi, mettere le nostre antiche certezze in discussione, per trovare l’energia psichica che servirà a rimetterci in piedi e in gioco. Ricordiamo sempre che chiedere aiuto vuol dire riconoscersi umani, imperfetti, non onnipotenti e che nessun individuo può vivere bene se socialmente isolato dal resto del mondo.

 

Un ritratto della scrittrice e regista francese Marguerite Duras (1914 - 1996).

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