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Psico Attualità

In occasione di una triste ricorrenza, per ripensare alle Torri Gemelle … insieme a Philippe Petit

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

Una sala d'attesa. Un giornale sfogliato in attesa della visita dentistica. E un ragazzino che sbirciando tra quelle pagine progetta un folle volo: passeggiare su un cavo tra le torri. Quali torri? Quelle che secondo l'articolo letto sarebbero state costruite di lì a qualche anno a New York, nella Grande Mela; le Torri Gemelle del World Trade Center.

 


Dopo aver “passeggiato” tra i due campanili di Notre Dame e in cima all'Harbour Bridge di Sidney qualche anno prima, nel 1974 Philippe Petit, scapestrato giocoliere, mimo, funambolo, amante del rischio e del pericolo progettò la passeggiata tra le Torri Gemelle: insieme ad una combriccola di pazzoidi come lui, studiò per lunghi mesi le distanze, penetrò con la truppa per studiare i luoghi, conoscere le persone, falsificare badge e permessi d'accesso per ingegneri mai esistiti. All'alba del 7 agosto di quell'anno, a più di 400 metri d'altezza, dopo aver fatto scagliare a un complice una freccia collegata ad una fune di ferro, Philippe realizzò la sua impresa: passeggiare tra le due torri. Attraversò quello spazio aereo per circa 8 volte, trascorse quasi un'ora su quel cavo, tra le nuvole, camminò, si distese e si rialzò: tutto sotto gli occhi increduli e sbigottiti dei passanti e dei telespettatori che seguivano la eccezionale, straordinaria diretta televisiva.

 

 


“Una personalità borderline”, avvezza a questo genere di pazzie, una testa calda... Numerosi i commenti, tesi alla ricerca di una spiegazione per quella incredibile impresa. Un'esperienza estrema, artistica, istrionica, ma comunque indimenticabile, oltre che del tutto irripetibile, oggi, alla luce dell'attentato che l'11 settembre 2001 distrusse i due grattacieli e spezzo' la vita di migliaia di persone.

 


Nel 2008 l'avventura di Petit è diventata un docufilm che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti da parte dei più importanti concorsi cinematografici del mondo: scene ricostruite e immagini di Philippe da giovane (durante i suoi estenuanti allenamenti fisici) oltre a momenti della passeggiata tra le Torri Gemelle ci fanno conoscere questo stravagante, coraggioso e solitario uomo che oggi è parte della storia, della cultura e dell'attualità del nostro tempo.

 



Un suo pensiero:

Il filo non è ciò che si immagina. Non è l'universo della leggerezza, dello spazio, del sorriso.
È un mestiere
Sobrio, rude, scoraggiante.
E chi non vuole intraprendere una lotta accanita di sforzi inutili, pericoli profondi, trappole, chi non è pronto a dare tutto per sentirsi vivere, non ha bisogno di diventare funambolo.
Soprattutto non lo potrebbe.

Per vedere uno spezzone del documentario cliccate qui.
Buona visione.

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