Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca su "Più informazioni"

Benvenuto su nonsolopsicologia.it

Psico Attualità

Dall’omosessualità all’omofobia.

Dott.ssa Alessandra Paladino

 

In queste ultime settimane mi sono soffermata a riflettere, in più di un’occasione, sul concetto di omofobia. Il tutto ha avuto inizio con un confronto tra amici in merito al nuovo Disegno di Legge in materia, approvato alla Camera e ora al Senato. Hanno fatto poi seguito una giornata studio organizzata dall’Ordine degli Psicologi del Lazio e la segnalazione, da parte di un’amica, della mostra “Masculin/Masculin” al museo d'Orsay dal 24 settembre al 2 gennaio.

 


Nonostante sia ormai riconosciuto a livello mondiale che l’orientamento sessuale non è una scelta e che l’omosessualità è una variante normale della sessualità, l’avversione per i gay e le lesbiche persiste.
Ma l’omofobia ... cos’è?
L’omofobia (dal greco όμός = stesso e φόβος = timore, paura) denota “disagio, svalutazione e avversione, su base psicologico-individuale e/o ideologico-collettiva, nei confronti delle persone omosessuali e dell’omosessualità stessa.” Il pensiero omofobico sembra essere dunque radicato nel genere umano e difficile da contrastare, sia su un piano personale che sociale/collettivo. Si riflette nelle istituzioni e nelle strutture portanti della nostra società: nella famiglia, nella scuola, nell'ambiente lavorativo, nella vita religiosa, nello sport e nei mass media.
Per dirlo alla Jung sembra essere consolidato nell’inconscio collettivo.

 

 

I sentimenti negativi, l’intolleranza e la rabbia nei confronti di gay e lesbiche sono purtroppo all’ordine del giorno: a volte si manifestano attraverso l’uso di un linguaggio e di slang offensivi, altre volte si traducono in atteggiamenti e comportamenti omofobici carichi di aggressività che caratterizzano numerosi episodi di cronaca.
Se questo panorama è già di per sé critico, diventa ancor più inquietante se si considera che l'insulto, la violenza psicologia e la discriminazione verso gli omosessuali vengono tacitamente approvati e ritenuti normali anche tra gli stessi adolescenti che in molte occasioni ritroviamo come autori di numerosi casi di bullismo omofobico.

A questo delicato scenario si aggiunge l’omofobia interiorizzata, una forma subdola di omofobia che consiste nell’interiorizzazione, più o meno inconsapevole, del pregiudizio che porta a vivere in modo conflittuale la propria omosessualità, fino a volerla negare o contrastare.
Possiamo ritenere che l'omofobia diventa omofobia interiorizzata attraverso il pregiudizio, la disinformazione, l'isolamento e la condanna sociale.
L’introiezione di un pensiero omofobico così strutturato comporta diverse conseguenze sulla psiche della persona omosessuale quali una scarsa accettazione e stima di sé; sentimenti d’incertezza, inferiorità e vergogna; la credenza che l'omosessualità sia sbagliata, sia qualcosa da negare e da nascondere; la non accettazione della propria omosessualità perché causa di un senso di ansia, colpa, vergogna, angoscia e tensione interiore; l’incapacità di comunicare agli altri il proprio orientamento (coming out); la convinzione di essere rifiutati a causa della propria omosessualità; il convincimento di essere inadeguati e indegni di essere amati e l’identificazione con tutti gli stereotipi denigratori derivanti dai pensieri omofobici.
In questo senso il proprio pregiudizio finisce per impedire la formazione di un'identità omosessuale positiva.

 

 

È semplice dedurre come l’esperienza di rifiuto e di oppressione possano determinare affaticamento emotivo, vissuti depressivi e di rabbia nella cultura gay, come diretta conseguenza delle manifestazioni del dovere essere invisibile ma è inaccettabile che ad oggi un omosessuale debba subire anche l’influenza omofobica e castrante dell’inconscio collettivo e sentirsi schiacciata da essa. Dunque bisogna intervenire con campagne di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovanissimi, e prendere i dovuti provvedimenti per cercare di destrutturare il pensiero omofobico sia personale che collettivo.

 

 

FaceBook  Twitter  

Archivio

Powered by mod LCA

Cerca nel sito