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Psico Attualità

Lili Elbe: storia di una costante infelicità

 

Dott.ssa Giorgia Aloisio 

 

 

'Man into woman' è la biografia di Lili Elbe, la prima persona transgender di tutta la storia umana. Nacque uomo con il nome di Einar Mogens Andreas Wegener e per tutto il periodo in cui fu uomo si dedicò alla pittura insieme alla moglie Gerda (erano entrambi danesi). Si racconta che fu proprio la moglie, artista estrosa e curiosa, a travestire il marito per la prima volta; e fu proprio in questa occasione che Andreas iniziò a rendersi conto del disagio che provava nei suoi abituali panni maschili. Da quel momento in poi, esasperato dall'insoddisfazione di sentirsi in un corpo che percepiva come estraneo e incongruo, Andreas decise di intraprendere il percorso che lo avrebbe reso donna sottoponendosi ad una serie di interventi chirurgici - ancora in fase sperimentale - atti a rimuovere gli organi genitali maschili e ad impiantare in un primo tempo tessuto ovarico di una donna, poi un vero e proprio utero femminile. Lili morì a quasi 50 anni nel 1931 proprio in seguito a questo finale, azzardato intervento finalizzato alla procreazione, ultimo disperato tentativo di realizzare un completo passaggio all’altro sesso. Il suo corpo, fiaccato dai numerosi e faticosi trattamenti medici, martoriato dal dolore che Lili affida alle sue lettere e che ricorda nel diario, e la sua psiche, a tratti ancora infantile, non riuscirono a reggere l'intensità di questo percorso; inoltre, come ricordato poco sopra, la medicina, prima di allora, non si era mai spinta fino a questo obiettivo e la chirurgia dei genitali era ancora in fase embrionale. 

 

Andreas/Lili

 

‘Man into woman’ è la più fedele biografia di Lili Elbe ed è in lingua inglese: si tratta di un collage di lettere, pagine di diario e altri documenti personali realizzato dall'amico tedesco Niels Hoyer, che a questo lavoro di ricerca unisce anche alcune riflessioni personali.
Attualmente, il cambio di sesso non è più un tabù, non si tratta più di un percorso chirurgico impossibile: numerosi sono gli esempi di persone che si sono sottoposte a questo genere di intervento, ne veniamo a conoscenza spesso attraverso i social media o le trasmissioni televisive e in alcuni casi abbiamo l’impressione che questo cambiamento sia la scelta giusta.

Non sono, quindi, rimasta sorpresa dal fatto in sé quanto dalla forte carica emotiva che questa lettura mi ha fatto vivere. ‘Man into woman’ è un libro intenso, a tratti faticoso: attraverso le parole di Lili arriva tanta tristezza che troppe volte finisce per trasformarsi in vera e propria disperazione. Oltre a queste forti emozioni ho nettamente percepito una costante insoddisfazione che sembra aver sempre accompagnato Andreas/Lili: una continua irrequietezza psicologica ed esistenziale l’ho ritrovata persino quando Andreas era definitivamente diventato Lili, cosa che non mi sarei davvero aspettata. Dopo il cambio di sesso, infatti, Lili viene letteralmente investita da tutta una serie di incognite e questioni che probabilmente non si era prospettata prima della trasformazione; paure (se non vero e proprio terrore) che sono rapidamente diventate ritiro sociale, sfrenata fantasia dai tratti autistici, incubi notturni ricorrenti, insonnia. Nella clinica in cui si ricovera per ultimare il cambio di sesso, per esempio, tra un intervento ed un altro, Lili confida alla scrittura le sue fantasie: vorrebbe restare per sempre rinchiusa in quel luogo di cura che le appare ameno e rassicurante, vorrebbe rimanerci per difendersi dagli sguardi indiscreti e sprezzanti di persone note e sconosciute che lei immagina in maniera vivida, tant’è che arriva addirittura ad ipotizzare di farsi suora e diventare parte dello staff medico.

 

 

Nonostante la trasformazione in donna, Lili appare infinitamente triste e costante preda dell’inquietudine, è atterrita dal timore di affrontare il mondo come donna, vorrebbe tagliare i legami con tutte le persone che conoscevano Andreas per liberarsi di questo fardello ma, allo stesso tempo, non può chiudere i rapporti con le persone che ama né desidera raccontare menzogne alle persone che conoscerà nella sua nuova vita: insomma, la felicità sembra perennemente inaccessibile per lei. Quando Andreas diventa Lili, la personalità sembra mutare: Andreas, così risoluto e coraggioso nella scelta di cambiare sesso diventa Lili, essere indifeso, preda delle manipolazioni di medici e paramedici privi di scrupoli e insinceri, una donna ossessionata dal proprio aspetto esteriore, atterrita alla sola idea che gli altri possano carpire il suo segreto e rinfacciarglielo, in perenne balia delle reazioni che immagina di procurare all’altro.

Sono rimasta colpita dal bizzarro desiderio – nutrito da Lili e rinforzato dall'equipe chirurgica che l'ha operata – di rimuovere, cancellare la personalità di Andreas dentro la stessa Lili, quel deciso tentativo di annientare una parte di sé che, naturalmente, non è possibile né sano cercare di stroncare, nonostante tutto; ogni individuo porta inevitabilmente con sé alcuni lati oscuri (dipendenze, malattie somatiche o psichiche e tanto altro) che, se superate o in qualche modo risolte o quanto meno accettate, è bene che restino nella memoria della persona perché ne faranno sempre parte. Cercare di estirpare i nostri lati oscuri, gli errori commessi, è impossibile: credere di poterlo realizzare, una vera aporia.

 

 

Inoltre sono rimasta perplessa dal discutibile legame tra Lili e il cosiddetto 'Professore' che le ha praticato gli ultimi interventi, una sorta di Pigmalione che la umilia psicologicamente quando lei chiede informazioni sugli imminenti interventi, un medico che, in completa violazione della deontologia professionale, le assicura, senza alcun fondamento, che la renderà una donna a tutti gli effetti, che eliminerà ogni minima differenza tra lei e le 'altre' donne, che le permetterà una rinascita autentica e priva di macchia.

Mi ha anche molto colpita la differenza tra le due personalità: oltre all'estrema umilta' e sottomissione che sembra caratterizzare la personalità di Lili, quando Andreas diventa donna perde completamente la capacità di dipingere e la passione per la pittura. 

Il dubbio mi è venuto: il caso di Lili Elbe è stato esclusivamente un caso di riassegnazione sessuale, un problema di identità sessuale o c'era anche dell'altro? È possibile che ci fossero anche altre problematiche, alla base del suo male di vivere, ad esempio un disturbo dissociativo dell’identità (la cosiddetta ‘personalità multipla’), magari anche un disturbo dell’umore? Insomma, Lili Elbe è stata senz’altro la pioniera del cambiamento di identità sessuale e questo suo coraggiosissimo atto l’ha resa celebre in tutto il mondo, ma senza dubbio il suo è stato un cammino complesso, tutto costellato di progetti, promesse e sogni che poi, alla fine non si sono quasi per nulla realizzati: a pensarci bene, la storia di Lili si configura come una sorta di ‘preparazione’ ad una seconda vita che, però, non ha avuto un seguito.  

 

 

SUGGERIMENTI & CO.

Film: The Danish Girl, (2015) di Tom Hooper

Libro: The Danish Girl, (2000) di David Ebershoff

 

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