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Psico Attualità

“Mamme figliocentriche” versus “childfree”

 

Dott.ssa Silvia Ferretti

 

Così come per molti argomenti, anche su quello “figli” il mondo sembra dividersi principalmente in due “fazioni” che, a mio avviso, spesso finiscono per scadere negli eccessi. Il primo “gruppo” è quello che chiamerò delle “mamme figliocentriche”, che sembrano aver fatto dell’essere genitrici la loro unica ragione di vita. Queste mamme (e sottolineo, “mamme”), frequentano solo persone con bambini e qualora si imbattessero in persone che non ne hanno ancora o non ne hanno voluti subito sarebbero pronte con la fatidica domanda “e voi? Bambini niente?”. Parlano delle varie modalità di svezzamento, di pappe, di quando i loro figli hanno messo i primi dentini e di quando hanno detto la prima parola, danno consigli su come togliere il pannolino, su quale tipo di latte comprare, quale marca di prodotti per il bagnetto ecc… e sui social network creano gruppi in cui esibiscono come in una gara foto dei loro piccoli in svariate pose, che forse non hanno alcun interesse ad apparire! Insomma, sembrano aver dimenticato che esiste anche altro, senza nulla togliere alla bellezza di crescere un figlio.

 


Ma dall’altra parte troviamo l’esatto contrario, ossia il mondo delle donne che aderiscono ad un vero e proprio stile di vita denominato “childfree”. Il termine anglosassone significa letteralmente “libere dai figli”, ed assume un significato differente da “childless” che invece si riferisce a quelle donne che pur desiderandoli non hanno potuto avere dei figli. Infatti le donne childfree, pur avendo la possibilità di procreare hanno scelto di non farlo. E anche qui ci troviamo di fronte ad un’estremizzazione. Il "childfree" sta diventando un vero e proprio movimento, quasi una moda, basti pensare anche a famose donne dello spettacolo come Elisabetta Canalis (la quale, però, ha cambiato idea e ha partorito una bambina nel 2015!) o Cameron Diaz che hanno dichiarato di farne parte. Il movimento è nato negli Stati Uniti negli anni ’70 ma ha preso piede anche negli altri Paesi e ultimamente si sta sviluppando sempre più anche in Italia. Queste donne, di solito dedite al proprio lavoro, alla cura del proprio corpo e della propria casa, evitano qualunque contatto con persone che hanno figli quasi avessero pericolose malattie contagiose. Inorridiscono sentendo parlare di pappe o pannolini, sono critiche nei confronti di chi ha dei figli e di chi pensa che “mamma è bello”, ed ilo loro motto è “figli? Per carità”.

 


Insomma, entrambi gli atteggiamenti mi sembrano davvero esagerati. Ovviamente (e meno male) non tutti la pensano così. Esistono anche persone che fanno delle scelte serene e consapevoli e non sentono alcun bisogno di ostentare nulla. Mi riferisco a persone che hanno scelto di avere un bambino non per egoismo personale, non per puro narcisismo, non per fare del proprio figlio un vanto. E pensiamo soprattutto a quanti vantaggi potranno trarne questi figli, un giorno adulti, scelti e desiderati, cresciuti sviluppando una propria personalità. Mi riferisco, dall’altra parte, a persone che molto sinceramente hanno scelto di non avere dei figli, per motivi personali profondi ma anche semplicemente perché non ne desiderano (e, udite udite, non c’è nulla di strano!), persone che vivono tranquillamente senza figli ma allo stesso tempo rispettano chi ne ha, proprio perché sono serene con se stesse e con la loro decisione.
Credo che dietro al desiderio di avere o non avere un figlio vi debba essere molto più che esporre il proprio bambino come un trofeo e dimenticarsi di essere anche altro, o al contrario evitare luoghi con bambini come fossero appestati o criticare gratuitamente. Essere genitori è bello ma difficile, ci vorrebbe responsabilità e soprattutto si dovrebbe mettere da parte il proprio narcisismo; essere mamme non significa perdere i propri interessi, la propria identità. Scegliere di non essere genitori richiede altrettanta consapevolezza, e se la scelta fatta è serena non ci sarà bisogno di ostentarla o criticare chi ne ha fatta una differente.
Mi sembra che dietro questi due stili di vita così apparentemente saldi, come per tutte le cose estreme, vi sia una grande insicurezza e una scarsa consapevolezza di se stessi. E comunque, ci si può riflettere…

 

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