Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca su "Più informazioni"

Benvenuto su nonsolopsicologia.it

Psico Attualità

Siamo tutti un po’ psicologi …

Dott.ssa Giorgia Aloisio 

 

'Se lei imposta un problema di fisica o di chimica, ognuno che non sia sicuro delle proprie cognizioni tecniche si affettera' a tacere. Ma se lei invece enuncia un'affermazione psicologica, deve essere disposto ad affrontare il giudizio e l'opposizione del primo venuto. Pare proprio che in questo campo non esistano cognizioni tecniche. Ognuno possiede una propria vita psichica e perciò si ritiene psicologo.'                

tratto da L'analisi dei non medici, Sigmund Freud, 1927

 

Di recente mi sono imbattuta in un documento del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi nel quale si menzionavano alcune espressioni tristemente diffuse tra i non addetti alla professione psicologica: tra queste mi è saltata all’occhio l’affermazione «siamo tutti un po’ psicologi» che dilaga e straripa ormai da lungo corso, come un fiume in piena. Non si tratta dell’unica errata rappresentazione della professione di Psicologo, ovviamente: ce ne sono innumerevoli, tra le quali «basta un po’ di buona volontà per stare bene», «dallo psicologo non ci vado, mica sono matto!», oppure «se ho qualche problema parlo con mio marito o mio fratello» e altre bizzarre corbellerie. Naturalmente, se i problemi in questione sono lo stendino della bisnonna che si è rotto o la rata dell’assicurazione che dobbiamo pagare con la mora, allora vanno bene tutti, mariti, fratelli, cugini di secondo grado, figli adottivi, prozie. Quando, invece, dobbiamo lottare con la psiche, i sopraccitati non possono far proprio un bel nulla per aiutarci. 

 

Un esempio di famiglia: i Barbapapa'.

 

Ingenue visioni della nostra disciplina scientifica mostrano, da un lato, la straordinaria arroganza di chi si ritiene abile in una materia che, al contrario, gli è estranea: di fronte al mal di stomaco di qualcuno potremmo anche dire «non andare dal medico, tanto siamo tutti un po’ gastroenerologi», e forse ci sarà qualche sprovveduto che osi dove osano le aquile … di solito, però, pochi hanno il fegato di improvvisarsi in campo medico. In campo psicologico, invece, le persone comuni sentono di poter scorrazzare in serenita', come si scorrazza in un’allegra porcilaia, sicuri di non far male a nessuno, speranzosi di sentirsi dei ‘salvatori’ perché magari si sono pronunciate due o tre banalità ad un amico in seria difficoltà.

 

‘Babe, maialino coraggioso’ (1995), di Chris Noonan.

 

Numerosi sono i santoni che si spacciano per terapeuti, magari perché hanno frequentato un divertente corsetto di medicina olistica e pranoterapia applicata o di coaching, ma è bene sapere che chi sostiene di essere “un po’ psicologo” deve essere in possesso di determinate conoscenze e deve padroneggiare specifiche competenze senza le quali rischia di devastare psichicamente una persona che si rivolge a lui/lei in cerca di aiuto e sostegno. Quando scrivo ‘devastare’ mi riferisco alla possibilità che una persona in difficoltà, se mal direzionata da un sedicente ‘psicologo’, possa compiere atti distruttivi nei confronti di altri (esempio: commettere un omicidio) oppure nei confronti di altri (esagero: suicidio). Non dimentichiamo che per diventare Psicologi è indispensabile una prolungata formazione scientifico - disciplinare (quindi: laurea magistrale, piu' tirocinio formativo, piu' superamento dell'Esame di Stato e magari anche una bella Specializzazione quadriennale o quinquennale in Psicoterapia, naturalmente riconosciuta dal MIUR).

La professione di Psicologo (con tanto di lettera maiuscola) è stata sancita dalla legge 56 del 1989, è reperibile a chiunque abbia capacità di navigazione sul web o sappia sfogliare un codice; in questa legge vengono emanati gli ‘Atti Tipici’ della nostra professione, che non sono semplici techné esecutive e meccaniche alla portata di tutti ma macrodescrittori di prassi e funzioni caratteristiche di una specifica professione riconosciuta dallo Stato. Uno degli ‘Atti Tipici’ dello Psicologo è, per fare un esempio, è la promozione della salute: la salute viene promossa dagli Psicologi che la inquadrano in modo scientifico-concettuale, approfondita in senso teorico e realizzata in modo professionale. Questo ‘Atto Tipico’ non è certo una banalità; non si tratta semplicemente di dare una bella pacca sulla spalla al nostro vicino di armadietto. Proverò con qualche esempio tratto da un campo differente, anche per non annoiare ulteriormente chi legge.
Esempio tratto dalla giurisprudenza: l’inquadramento legale di un evento basato su categorie giuridiche e sulla consultazione del codice civile da parte di un avvocato è cosa assai diversa da un’ingenua e meccanica applicazione di articoli del medesimo codice ad opera di un soggetto non esperto della materia. Il medesimo discorso, quindi, vale per la disciplina psicologica, e non si capisce perché invece questo semplice passaggio venga spesso del tutto bypassato, non considerato. Anche il semplice ascolto empatico di uno Psicologo è diverso dall’ascolto da parte della sora Maria del primo piano, sfegatata fan di Wilmona de Angelis e tanto brava a cucinare la paiata, ma non esattamente una specialista della psiche umana.

 

Wilma de Angelis.

 

Un altro ‘Atto Tipico’ della professione psicologica, responsabile, sicuro ed eticamente corretto, è l’analisi della domanda: ‘e qui casca l’asino’. Una Psicologa deve essere in grado di comprendere quale sia la richiesta ‘esplicita’ di chi soffre e distinguerla da quella ‘implicita’, valutare lo stato attuale e prospettico della situazione psicologica dell’utente (in soldoni, fare diagnosi psicologica, un atto altamente specialistico), collegare la dinamica del paziente con le dinamiche relazionali e contestuali in cui è inserita, individuare i percorsi necessari per permettere al soggetto di trovare un proprio equilibrio interiore e con il mondo che lo circonda. Siamo proprio sicuri che Peppino il pizzicagnolo sia all’altezza non solo di spinare e spellare il baccalà come pochi sanno fare ma che sia anche abile nello sbrogliare questioni psichiche?

 

Baccala' mantecato: qui vince Peppino il pizzicagnolo.


Non scherziamo con la psiche: non si gioca con il benessere. Se decidiamo di star bene, dobbiamo farlo seriamente e fino in fondo. Non dimentichiamo MAI di controllare che lo Psicologo al quale abbiamo deciso di rivolgerci sia realmente tale: ecco il link dell'Ordine Nazionale degli Psicologi al quale ognuno di noi deve essere iscritto per poter esercitare la professione. 

Colgo l'occasione per segnalare che l'Ordine degli Psicologi del Lazio ha di recente inaugurato lo sportello legale dedicato alla denuncia degli abusivismi nella nostra professione: la pagina è raggiungibile cliccando qui.

Buona vita.

 

FaceBook  Twitter  

Archivio

Powered by mod LCA

Cerca nel sito