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Psico Arte

Leonardo da Vinci visto da Sigmund Freud (saggio del 1910)

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 

Il punto di vista speciale: quello di Sigmund Freud

Come sempre, scrivere una recensione è complicato: incuriosire senza svelare è come camminare su un filo di lana, se ci si sbilancia troppo si rischia una caduta, magari anche brutta. Chi non risica non rosica, quindi accetto la sfida e rischio.

Sul genio di Leonardo di ser Piero da Vinci sono stati scritti fiumi di parole, da diversi punti di vista, dal momento che il Maestro è stato scienziato, artista, letterato, ma il punto di vista del fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud, è veramente interessante: forse gioco in casa, dato che svolgo la professione di psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, ... Nel breve testo che Freud ha voluto dedicare più di un secolo fa a Leonardo, assolutamente accessibile ai non addetti ai lavori, lo psicoanalista delinea un ritratto veramente umano di questo incredibile personaggio, descrivendolo nei suoi tratti più essenziali e intimi; proverò brevemente a dimostrarvelo, sperando di farvi venire … come dire, l’acquolina agli occhi. 'Voglio scrivere su Leonardo', scriveva Freud al collega ungherese Sandor Ferenczi nel 1910; e nel carteggio con Lou von Salome' definiva questo saggio 'la sola cosa bella che io abbia mai scritto' (cfr. Peter Gay, 1988). 'Questa analisi è talmente elegante e perfetta nella forma, che non trovo qualcosa cui poterla paragonare', risponde il collega Abraham a Freud (sempre Gay, 1988).

Freud, inoltre, ha avuto un legame molto speciale con l'Italia: per numerosi anni, durante la giovinezza, sogno' di venire a visitarla ma per diversi motivi rimando' diverse volte questo viaggio. Poi, quando finalmente realizzo' il suo desiderio, rimase talmente stregato dalla nostra terra che vi fece spesso ritorno, insieme alla sua famiglia, anche per la sua passione e fascinazione nei confronti del genio che fu Leonardo, per il piacere di tornare a visitare le sue opere e riflettere sulla sua incredibile personalita'.

 

Entriamo nel saggio di Freud

Intanto, per entrare come si dice 'in medias res', un dettaglio sullo stile di vita alimentare: forse non tutti sanno che il grande Leonardo … non mangiava carne! Uomo pacato, placido e tranquillo, «non riteneva giusto togliere la vita agli animali» (p.218), anzi, quando gli era possibile, racconta Freud, comprava volatili al mercato e provava un enorme piacere nel liberarli dalle loro gabbie. Inoltre, Leonardo, seppure noto anche come inventore di macchine militari, detestava la guerra, evitava qualsiasi genere di conflitto e considerava l’uomo «la prima bestia infralli animali».

 

Chi era Leonardo, attraverso lo sguardo di Freud

Disegno di Leonardo da Vinci

 

Chi era Leonardo, attraverso lo sguardo di Freud

Il maestro da Vinci, sempre secondo l’analisi di Sigmund Freud, era un insaziabile, affamato ‘ricercatore’, animato da un ardente, ‘libidico’ desiderio di conoscere: quello che si suol definire un infaticabile lavoratore, tanto che, quando era all’opera, immerso in ciò che faceva e profondamente alla ricerca della forma ‘perfetta’, sembrava dimenticarsi completamente di sé! A volte trascorreva un intero giorno su un’impalcatura, tralasciando anche i bisogni di base («non pensando né a mangiare né a bere», p. 217). Questa sua continua tendenza a cercare, a perfezionare, lo portava a non essere mai soddisfatto delle proprie opere e a ritenerle sempre incomplete: la stessa cosa accadde nel caso della famosissima Monna Lisa, il ritratto della moglie del fiorentino Francesco del Giocondo sul quale lavorò per quattro anni, senza tuttavia portarla a definitiva chiusura – almeno dal punto di vista dell’autore – e per questo l'opera d'arte non fu mai consegnata al committente. Successivamente, Leonardo portò con sé in Francia il dipinto che fu in seguito acquistato da Francesco I (oggi, come è noto, il ritratto rappresenta uno dei più celebri capolavori al mondo ed è esposto al Louvre di Parigi). Risulta difficile crede che quello che, ad oggi, è uno dei ritratti più famosi e ammirati al mondo … non fosse sufficientemente gradito agli occhi del suo stesso autore, o quanto meno non pienamente; o gli storici dell’arte degli ultimi cinque secoli si sono sempre sbagliati sul valore della Monna Lisa, o il nostro genio era perennemente insoddisfatto di sé e di ciò che faceva, un vero perfezionista alla ricerca di un'impossibile forma assoluta.

 

Il ritratto di Lisa Gherardini (Monna Lisa)

Il ritratto di Lisa Gherardini (Monna Lisa)

 

La famiglia di Leonardo da Vinci

Altrettanto interessante però, sempre seguendo il saggio di Freud, è la storia familiare di Leonardo, caratterizzata da una pressoché totale mancanza della figura paterna durante i primi anni di vita: da Vinci era figlio illegittimo e trascorse quindi la propria infanzia esclusivamente con la madre, donna povera e solitaria che, quando Leonardo aveva cinque anni, morì. Alla morte della madre, il bambino venne affidato al padre il quale, nel frattempo, aveva sposato un’altra donna; così Leonardo, ‘grazie’ alla perdita della madre entrò a pieno titolo a far parte della famiglia paterna. Qui venne allevato dal genitore vivente e dalla matrigna la quale, a quanto riporta Freud, fu molto benevola con lui. Secondo lo psicoanalista viennese, queste vicende infantili, senza dubbio molto dolorose e gravose per un bambino della sua età, condussero il giovanissimo Leonardo a sviluppare un precoce, forte, spirito di osservazione, insieme a una profonda capacità di dialogo interiore e di riflessione, le stesse caratteristiche che riscontriamo nella sua arte e nelle sue invenzioni. Questa sua inclinazione a produrre, questo rapporto con la materia e la creazione, con gli strumenti scientifici e da disegno, sembrano trasmettere un’intensa carica ‘erotica’ (in senso psicoanalitico, una pulsione energetica primaria).

 

ornitottero Un ornitottero, realizzato sulla base dei progetti di Leonardo: egli fu il primo a ideare un oggetto volante che fosse più pesante dell'aria.

Un ornitottero, realizzato sulla base dei progetti di Leonardo: egli fu il primo a ideare un oggetto volante che fosse più pesante dell'aria.


La figura materna, alla quale fu intensamente legato nei primi anni di vita, sembra tornare molto spesso nelle sue opere: le donne che ritraeva, infatti, sembrano a tutt'oggi somigliarsi, come se tra loro ci fosse una specie di ‘antenata’ o modella comune. Grazie a queste osservazioni, Sigmund Freud ci fa presente che, attraverso la pittura, Leonardo è stato in grado di riportare alla luce questa fondamentale figura familiare, come nel tentativo di ricordarne il volto sbiadito da tempo ed elaborarne la precoce, repentina scomparsa dalla sua vita.
Dell’ambito delle relazioni amorose di Leonardo si sa ben poco; lo stesso Freud è incerto se attribuirgli relazioni con donne e nota quanto imprecisi fossero i suoi disegni sull'anatomia sessuale femminile, segno di quanto scarna fosse la sua conoscenza del corpo della donna. All’epoca in cui era apprendista presso il Verrocchio, però, Leonardo fu accusato di praticare comportamenti ‘omosessuali illeciti’; nonostante l’accusa si sia conclusa con un’assoluzione, erano in molti a ritenere che da Vinci si circondasse di ragazzi attraenti e soprattutto giovani, ma Freud sembra difenderlo da questo tipo di insinuazioni, ritenendo che, al contrario, la sua carica interiore egli non la esprimesse tanto in ambito sessuale, quanto in campo ingegneristico/artistico, trasformando e sublimando questa pulsione. Nel saggio Freud cita e sottopone ad analisi psicologica un sogno dall’intenso simbolismo che sembrerebbe spiegare alcune dinamiche psichiche e sentimentali del grande Leonardo; preferisco non addentrarmi in questa direzione perché altrimenti rischierei di ‘vuotare il sacco’ e raccontare proprio tutto di questo straordinario scritto … In ogni caso, il sogno che analizza Freud è l'unico punto nel quale Leonardo fa un timido accenno alla propria infanzia, stando ai suoi taccuini e alle numerose annotazioni che sono state ritrovate, anche questo un fatto abbastanza significativo che desta molta curiosita'.

 

Particolari anatomici disegnati dal maestro da Vinci

Particolari anatomici disegnati dal maestro da Vinci

 

Lo spirito 'bambino' di Leonardo

Senza mai sbilanciarsi in modo critico nei confronti di Leonardo - men che mai in senso psicopatologico - Freud ritiene che il grande Maestro da Vinci abbia sempre conservato uno spirito dai tratti infantili: per dirla in termini junghiani, una sorta di puer aeternus. Questo saggio, che non è un trattato di psichiatria né di psicopatologia, viene dall'autore definito una 'patografia'.
D’altronde, ricorda il fondatore della psicoanalisi, «si dice che tutti i grandi uomini siano destinati a conservare qualcosa di infantile» (p. 266). A proposito di questa dimensione ‘infantile’, sappiamo che Leonardo, anche in età adulta, amava molto giocare, travestirsi, raccontare favole e indovinelli. Questa tendenza risultava puerile e incomprensibile a molti increduli coetanei, una caratteristica di personalità strettamente connessa con la sua arte, specie con la sua capacità di inventare, creare oggetti dal nulla attraverso il rapporto diretto che aveva con il mondo della fantasia e dell'immaginazione.
Leonardo da Vinci è stato un uomo fuori dal comune, senz’altro, ma, come Freud ha saputo trasmetterci in questo studio, era anche una persona; le dolorose vette che quest’uomo ha saputo scalare e superare gli hanno permesso di vivere un’esistenza ricca, alla continua ricerca di stimoli. Ringraziamo con la mente e con il cuore il grande Leonardo che, pur con la sua fragilità, ha regalato a tutti noi le sue invenzioni e le sue straordinarie opere d’arte ancora oggi così efficaci, attuali, meravigliosamente umane.

 

Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci

 

SUGGESTIONI LETTERARIE

FREUD S. (1910) Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci, vol. VI, Bollati Boringhieri, Torino: 1910

GAY P. (1988) Freud. Una vita per i nostri tempi, Tascabili Bompiani, Bologna

 

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