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Psico Arte

Cuerdas, storia di un’amicizia speciale

Dott.ssa Alessandra Paladino

Cuerdas , ovvero "corde", è il cortometraggio che racconta la storia dell'amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale.

 "Cuerdas" (ovvero corde) è un corto spagnolo già vincitore di numerosi premi ma soprattutto è vincitore del Goya 2014 come “miglior corto di animazione". È stato scritto e diretto da Pedro Solís García, che è già al suo secondo Goya (il primo è “The Bruxa”, 2011).Cuerdas è la storia di una profonda amicizia tra una ragazza, Maria, e un bambino “speciale”: un bimbo che non può né camminare, né muoversi e neppure parlare poichè affetto da paralisi celebrale.

 

L'incontro tra Chair e Maria

La storia si svolge in un orfanotrofio ed ha inizio proprio con l’arrivo di Chair. Maria, con i suoi occhioni azzurri, entra subito in contato con lui e anche se le difficoltà sono tante non si scoraggia ed è proprio grazie alle corde che riesce a superare i limiti della diversità e a divertirsi insieme a Chair.

 

Il significato di Cuerdas

E’ proprio questo che il cortometraggio vuole mettere in evidenza, e cioè la possibilità di superare ogni limite, ogni vincolo, ogni barriera. Maria infatti vuole insegnare che non è affatto semplice superare le avversità ma è possibile, basta volerlo e affidarsi alla fantasia e alla creatività, superando quei pregiudizi che troppo spesso affollano la nostra mente, dunque la nostra vita.

Cuerdas , ovvero "corde", è il cortometraggio che racconta la storia dell'amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale.

Avere una persona disabile in famiglia

Il regista ha serenamente dichiarato di aver scritto questo corto ispirandosi alla sua storia, ai suoi figli: Alejandra aveva 6 anni quando è nato suo fratello Nicolas, affetto da una grave disabilità. 

Questa è la storia di milioni di famiglie che, come Pedro Solís García, hanno una persona con disabilità nella propria famiglia. È anche la storia di tanti di noi che hanno, o hanno avuto, la fortuna di incontrare un “amico speciale” con cui condividere infinite esperienze. 

Insomma, è una storia di vita!!!

Avere una persona disabile in famiglia è una grande fatica per tutti (madri, padri e fratelli) ma è ancor più una grande ricchezza. È vero, spesso a causa della routine della quotidianità, dei bisogni speciali di questi ragazzi, delle barriere architettoniche, dei pregiudizi della gente e della società in genere, è difficile vivere serenamente ma noi tutti possiamo contribuire a migliorare la qualità della loro vita, così come loro possono valorizzare la nostra.
Ritengo che entrare in contatto con la diversità arricchisca le persone e a mio avviso l’integrazione scolastica e lavorativa dei ragazzi disabili dovrebbe essere incentivata nella
nostra società.

 

Educare al valore della diversità

Da diversi anni ormai lavoro con la diversità e posso affermare con cognizione di causa che i ragazzi che hanno avuto la fortuna di incontrare un compagno disabile e di condividere con lui numerose esperienze hanno sviluppato una capacità empatica che manca ai coetanei che non hanno potuto vivere la stessa esperienza. Credo che come genitori, educatori, professionisti in genere, ma ancor prima come persone, abbiamo il dovere e la responsabilità di educare i nostri giovani al valore della diversità che sia essa una disabilità, una diversa religione, orientamento sessuale o una diversa cultura.

 Cuerdas , ovvero "corde", è il cortometraggio che racconta la storia dell'amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale.

Per chi interessato www.cuerdasshort.com è la pagina ufficiale del corto.

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