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Psico Arte

PSICOFILM: Gigolo' per caso: John Turturro riscopre il valore della semplicita'.

Dott.ssa Giorgia Aloisio

 

 

In guerra come in amore, si dice, ogni arma è lecita: parafrasando liberamente, in tempi di crisi finanziaria, ci si arrangia come si può. Forse è questo il motivo che ha spinto Murray (W. Allen) ad avanzare al suo amico Fioravante (J. Turturro), fioraio/idraulico/tuttofare, la scabrosa ma lucrosa proposta: sperimentarsi nel ruolo di gigolo'. D'altronde, insiste persuasivo Murray, si tratta pur sempre di 'un'attività commerciale!'. Fioravante, in realtà, è un uomo semplice, solitario, amante della lettura, alacre lavoratore e sulle prime si trova spiazzato di fronte alla proposta dell'amico: peraltro non si sente nemmeno così attraente!

Neanche Mick Jagger è bello, gli ricorda Murray, eppure piace, è sensuale, ha qualcosa che lo rende attraente agli occhi di milioni di donne. Murray si propone quindi come suo 'protettore' e ha già in mente un primo incontro: la sua dermatologa, una donna ricchissima, bella, annoiata e sposata (S. Stone), gli ha confidato che vorrebbe sperimentare un ménage à trois con un'amica spagnola tutta curve e Murray ha prontamente individuato Fioravante come attore di questo incontro 'galante'.

 

 

 

La professione di gigolo' parte senza neanche troppi imbarazzi da parte dell’improvvisatissimo seduttore e sembra anche piacevole: le donne con le quali si ritrova sono spesso sensuali, desiderose di averlo tutto per sé, incantate dal suo charme. Si tratta di donne dal moderno sex appeal un po’ aggressivo, fatto di tacchi a spillo, sfacciati decolté, trucco pesante e lingerie minimale: niente di nuovo, quindi, rispetto a ciò che abbiamo imparato a vedere e, in molti casi, a valorizzare, nel ventunesimo secolo. Fioravante, che quando lavora in questo campo, ha deciso di farsi chiamare Virgilio (per la sua funzione di guida dantesca, nel mondo del proibito), è un uomo sensibile e ha capito che le sue clienti, in realtà, sotto l’apparente smaniosa sensualità, sono donne fragili e insicure. 'Tutti hanno bisogno di un contatto... di un affetto... D’altronde, tu pungoli il loro Ego' lo conforta Murray.

Solo una donna riesce a rompere l'incantesimo del gigolò impenitente, dell'uomo senza scrupoli che si infila nocte tempore nei letti delle sue formose e perverse clienti: Avigal, una giovane, mingherlina e antiquata vedova di un rabbino (V. Paradis) che ha trascorso la vita sempre in casa, all'ombra del marito, cucinando e figliando a profusione. Avigal è una persona curiosa e ha una propria personale cultura: non vive avulsa dalla realtà perché in parte ha trasgredito alle regole del mondo ebraico, ha letto molti libri che le erano stati 'proibiti' dal mondo al quale appartiene e conosce la realtà attraverso i racconti degli altri.
Murray incontra Avigal attraverso la comunità ebraica e percepisce una possibile complementarieta' tra lei e Fioravante/Virgilio: cosi' adesca la vedova con la scusa di presentarle il suo amico che, per l'occasione, si finge fisioterapista: il primo incontro vede Avigal imbarazzata e pudica, il finto massaggiatore notevolmente affascinato e incuriosito.

 

 

Avigal indossa strani cappelli e parruccone perché così le hanno insegnato la chiesa ebraica e la sua triste vedovanza, porta collant supercoprenti, scarpe accollate, abiti dimessi: è una donna semplice, in fondo, ma con un mondo interiore talmente ricco e una così poetica sensibilita' che il gigolo' non riesce a restarne indifferente: anche lui è un uomo con un cuore e un cervello e la sintonizzazione tra i due scatta istantaneamente. Con lei, Fioravante/Virgilio riscopre la bellezza del corteggiamento, dell'autenticità, del desiderio insoddisfatto, dell'amore tutto da scoprire.
Le parole di Avigal, nel momento in cui apre il proprio cuore all'indifeso e inerme Fioravante, la dicono lunga sulla sua personalita': - 'Tu mi vedi dentro... Con te non sono costretta a essere un'altra... E questo mi basta'.

 


Avigal e, tramite il film, il regista John Turturro, fanno trionfare la femminilita' in tutta la sua semplice sensualita', mostrano un modo di essere donna completamente privo di orpelli e artifici, una bellezza intelligente, atipica e silenziosa, del tutto contrapposta alla graffiante e disarmante ferinita' delle altre donne del film.

Come al solito non svelero' il finale. Mi piace pensare che il regista abbia voluto invitarci a una riflessione: in una dimensione come quella attuale tutta animata da esteriorità e mere apparenze, c'è ancora qualcuno che è capace di aprire gli occhi della propria interiorita' e, con questi, guardare l'altro, conoscerlo ed entrarci in relazione, senza sentire il bisogno di farsi stupire da esibizionistiche e voyeuristiche soddisfazioni: bastano poche parole o anche il semplice silenzio per comprendersi.

 

Gigolo' per caso - Fading Gigolo (2013). Di e con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofìa Vergara, Vanessa Paradis.

 

LINK

- 'Tu si' 'na cosa grande', brano della colonna sonora di questo film, cantata dalla stessa Vanessa Paradis. 

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